Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 10.2.1888, dove è domiciliato in via Borgo Palazzo 41, venditore ambulante, socialista massimalista, lettore dell’«Avanti», celibe. Ha la licenza elementare, convive col fratello Pietro che lavora come falegname. Durante la prima guerra mondiale, benché venga mobilitato come operaio militare in territorio bellico e non come soldato, viene comunque ferito da una scheggia e per questo subisce l’amputazione della gamba sinistra. Dopo la guerra percepisce la pensione come mutilato. Lettore dell' «Avanti», l'1.9.1926 viene condannato dal Tribunale di Bergamo a 6 mesi di reclusione per i reato di oltraggio al capo di governo. Scontata la pena, il 14.2.1927 viene di nuovo arrestato per lo stesso motivo, processato, condannato e liberato il 31.7.1927. Nel frattempo, la guardia Jacobazzi della squadra politica della Questura di Bergamo nell’aprile 1927 lo definisce “di poca intelligenza e meno furberia”, dedito all’ubriachezza e durante le sbronze si scaglia contro Mussolini, per questo diviene un pregiudicato per offese al capo del governo. Muore per tubercolosi polmonare presso l’Ospedale Maggiore di Bergamo il 3.6.1928. Nel fascicolo sono conservate una sua fotografia in doppia posa e la sua fotografia tratta dalla carta d’identità. Cpc, b. 2451, 1927-1935. (L. Citerio, R. Vittori)