Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Santa Brigida (Bg) nella frazione Cugno il 16.12.1886, ‘borellaio’, in bergamasco borelér, cioè boscaiolo, sospetto politico. Dal 1931 al 1939 risiede in Francia, a Dampierre-sur-le-Doubs (dipartimento Doubs, regione Borgogna-Franca Contea) con tutta la sua famiglia, composta dalla moglie Teresa Anna Maria Santi (sposata a Santa Brigida il 14.1.1921) e dai figli Pietro (n. 1921, operaio), Luigi (n. 1922, contadino), Ermelinda (n. 1924, domestica) e Aldo (n. 1931, scolaro). Mentre la famiglia è in Francia, dal maggio 1939 lavora a Nus (Ao), dove nel giugno 1939 la locale Questura intercetta una lettera scritta da lui e indirizzata a Severino Geneletti a Parigi. Informandone il questore di Bergamo il 15.6.1939 con una lettera “riservata personale”, il questore di Aosta scrive che nella lettera di Geneletti, non presente nel fascicolo, “è manifestato il desiderio di varcare la frontiera per recarsi in Francia, rimpiangendo coloro e propriamente le 1500 persone che avrebbe visto a Torino rimpatriati dalla Francia” e per questo chiede informazioni sul mittente e sul destinatario. Nella sua lettera il questore di Aosta ipotizza che Giuseppe Geneletti, che pure viene citato correttamente con nome e cognome per via della firma apposta sulla lettera, possa essere in realtà Santino Geneletti, nato a Santa Brigida da Giovanni e Angela Cattaneo il 14.12.1922, in quel momento residente proprio a Nus per lavoro, ritenendo evidentemente che il nome ‘Giuseppe’ fosse un tentativo di occultamento della sua vera identità. Il questore di Bergamo incarica i Cc di Bergamo di chiarire la questione dell’identità dell’autore della lettera. I Cc il 7.7.1939 informano la Questura di Bergamo che Giuseppe Geneletti è rientrato in Italia nel febbraio 1939, che lavora come ‘borellaio’, che si è iscritto alla Confederazione Fascista dei lavoratori agricoli della provincia di Bergamo e dal maggio 1939 ha trovato lavoro appunto a Nus, che era emigrato in Francia dal 1931 e che “risulta di buona condotta in genere, però di dubbi sentimenti politici” perché non è iscritto al Pnf, mentre il Santino Geneletti, che il questore di Aosta riteneva essere il vero nome dell’autore della lettera intercettata, è un nipote di Giuseppe Geneletti, cioè è figlio di suo fratello Giovanni. Il giovane Santino lavora infatti con lo zio Giuseppe a Nus. In realtà il Severino Geneletti in questione non è affatto il nipote (al quale Giuseppe Geneletti non ha motivo di scrivere, dato che lavorano insieme) ma è uno dei suoi fratelli di Giuseppe, appunto Severino, che si è trasferito con la famiglia a Parigi ed è omonimo del nipote. Da questo episodio, comunque, il nome di Giuseppe Geneletti rimane tra i sospettati di sovversivismo e l’8.2.1940 la Questura di Aosta inoltra a quella di Bergamo un’informativa su di lui. In quel momento Geneletti risiede a Sala Dora (Ao) in via Umberto I e lavora come boscaiolo nella frazione Derby di Sala Dora (La Salle fino al 1935), non è iscritto al Pnf ma alla Confederazione Fascista dei lavoratori agricoli della provincia di Bergamo per l’anno 1939 con la tessera n° 1071421, inoltre “non ha dato alcuna prova di ravvedimento e non si ritiene perciò meritevole di radiazione dalla schedario dei sovversivi”. E’ il distaccamento di Piazza Brembana (Bg) della Guardia Nazionale Repubblicana fascista che l’8.5.1944, a firma del vice-brigadiere Luigi Brasca aggiorna la Questura repubblicana di Bergamo su Giuseppe Geneletti e sul fratello Severino, omonimo del nipote citato in precedenza. In quel momento Giuseppe si trova a Colosco? (At) presso la ditta di Mario Cagnosco e viene giudicato “uomo apolitico lavorando per il mantenimento della sua famiglia”, mentre Severino, “nato a S. Brigida il 14.8.1889 (no, è nato il 19.8.1892), residente in Francia (Parigi) con tutta la famiglia, il quale ha sempre manifestato idee antifasciste tanto che si è portato in Francia, per non essere continuamente perseguitato dalle autorità di sorveglianza di qui”. Radiato nel 1944. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)