Riboni Irene

n. busta
96
n. fascicolo
2922
Primo estremo
1926
Secondo estremo
1934
Cognome
Riboni
Nome
Irene
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1892/03/07
Luogo di morte
Milano
Data di morte
1968/11/28
Livello di istruzione
laurea Filosofia
Professione
insegnante
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nata a Milano il 7.3.1892, nubile, risiede insieme al padre a Milano in via De Amicis 53, insegnante, antifascista. Laureata presso l'Accademia Scientifico-Letteraria di Milano, è allieva di Piero Martinetti. Dopo avere effettuato alcune supplenze di materie letterarie nei principali licei milanesi - al ginnasio 'Beccaria' nel 1917, al ginnasio 'Manzoni' nel 1918-19, al ginnasio 'Berchet' - e di pedagogia presso la scuola normale superiore 'Carducci' di Forlimpopoli nel 1920-21, dal 1.10.1923 è professoressa straordinaria di lettere nella classe IV ginnasio al liceo 'Sarpi' di Bergamo. La relazione del preside del liceo 'Sarpi' sulla figura umana, intellettuale e professionale della Riboni, redatta il 9.5.1924, è molto positiva. L'8.11.1926, però, dagli uomini della squadra politica della Questura di Bergamo viene redatto un rapporto al questore sulla Riboni, che tutti i giorni effettua in treno il viaggio di andata e ritorno da Milano a Bergamo e più volte viene sentita esprimere posizioni chiaramente antifasciste. Nel marzo 1926 è presente a Milano al VI Congresso di Filosofia, presieduto da Martinetti e poi sospeso dalle autorità fasciste, nel corso del quale prende aperta posizione contro il governo. A Bergamo Riboni ha occasione di incontrarsi con Arcangelo Ghisleri, tra i fondatori del Partito Repubblicano e vecchio amico di suo padre. Dall'autunno del 1925 il viaggio di ritorno della Riboni in treno da Bergamo a Milano, nel primo pomeriggio, a volte avviene in compagnia di Ernesto Rossi. Questi infatti, giunto a Bergamo come insegnante di economia presso l'istituto tecnico 'Vittorio Emanuele II' per l'inizio dell'anno scolastico 1925-1926, dopo le lezioni del mattino si reca a Milano nel pomeriggio per la sua attività antifascista. Al liceo 'Sarpi' durante le lezioni Riboni legge spesso ai suoi studenti alcuni articoli tratti da giornali di orientamento socialista come «La Giustizia» e «Il becco giallo» (Roma, 20.1.1924-10.1.1926). Dopo l'introduzione dell'obbligo del saluto romano (dal dicembre 1925 per gli organi amministrativi dello Stato tra 'superiori' e 'inferiori' di grado, dal gennaio 1926 per le scuole di ogni ordine e grado), Riboni non aderisce all'obbligo e non risponde mai al saluto fascista che le viene rivolto da allievi e personale del liceo. Più volte richiamata dal preside Alberto Manaira, si rifiuta di obbedire affermando che è un gesto che va contro la propria volontà. Si rifiuta inoltre di affiggere il ritratto di Mussolini alle pareti della sua classe. Dal novembre 1926, pertanto, viene posta in congedo a Milano, ufficialmente per motivi di salute. Il 9.11.1926 la Questura di Bergamo inoltra a quella di Milano la richiesta di avere informazioni e da Milano viene risposto assicurando la sorveglianza su di lei. Poche settimane dopo, nel gennaio 1927, il Ministero della Pubblica Istruzione dispone d'ufficio il trasferimento di Riboni dal liceo 'Sarpi' a quello di Vallo di Lucania (Sa), istituito nell'anno scolastico 1919-20. Riboni è costretta a rifiutare il trasferimento per non lasciare solo e senza assistenza il padre, pertanto viene licenziata e, in tal modo, esce senza più rientrarvi dall'insegnamento statale. A Milano è amica delle traduttrici e germaniste Lavinia Mazzucchetti e Emma Sola, oltre che del poeta Clemente Rebora, frequenta inoltre il gruppo di 'Giustizia e Libertà' e, oltre che con Ernesto Rossi e con la moglie Ada Rossi, si incontra con Riccardo Bauer, Umberto Ceva, Siro Attilio Nulli, Giovanni Mira, don Ernesto Vercesi, Mario Untersteiner, Vittorio Enzo Alfieri, Arrigo Cajumi, Sergio Solmi e altri, come racconta il libraio Cesarino Branduani nelle sue memorie. Per mantenersi, lavora a Milano come insegnante privata, attività cui affianca alcune collaborazioni editoriali come traduttrice e curatrice di testi. Nonostante la sorveglianza poliziesca (che non sembra essere stata molto efficace), sul suo conto non emerge nulla, tanto che il questore di Milano nel giugno 1928 segnala che Riboni 'ulteriormente al 1926 non ha dato luogo a rilievi'. Il 5.6.1928 la questura di Milano risponde a quella di Bergamo che ne aveva chiesto notizie con nota dell'1.5.1928, osservando che non ci sono segnalazioni da fare. Nell'occasione viene sinteticamente descritto il suo aspetto: 'La predetta ha i seguenti connotati: statura 1,58 - corporatura snella, capelli e occhi castani, colorito pallido, viso rotondo, naso e bocca regolari, mento giusto, veste decentemente'. Nel 1934 abita a Milano in via De Amicis 53 e vive lavorando come insegnante privata. Radiata nel marzo 1934. Non esiste un suo fascicolo al Cpc. Muore a Milano il 28.11.1968.
Familiari
Riboni Gaetano (padre)
Bussetti Giovanna (madre)
Luoghi di residenza
Milano Lombardia Italia via De Amicis 53 (1892 - 1968)
Fatti notevoli
1926 - 1926
Nel corso del 1926 viene allontanata dall'insegnamento liceale per il suo antifascismo.
Relaz. con altri soggetti
Martinetti Piero (filosofo antifascista)
Ghisleri Arcangelo (repubblicano)
ASBg, Sovversivi
Rossi Ernesto (giellista)
ASBg, Sovversivi
Manaira Alberto (fascista)
Rossi Ada (giellista)
ASBg, Sovversivi
Bauer Riccardo (giellista)
Ceva Umberto (giellista)
Nulli Siro Attiio (giellista)
Mira Giovanni (giellista)
Vercesi don Ernesto (antifascista)
Untersteiner Mario (antifascista)
Alfieri Vittorio Enzo (antifascista)
Cajumi Arrigo (antifascista)
Solmi Sergio (antifascista)
Branduani Cesarino (antifascista)
Mazzucchetti Lavinia (antifascista)
Fondazione Mondadori, Milano
Sola Emma (antifascista)
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
1934
Riferimenti bibliografici
Branduani 1964
riferimento p. 249 e p. 279.
Rossi 1968
riferimento p. 45-46 e n., p. 49-50.
Rossi 2001
riferimento p. 59 e n., 67, 108, 268 e n., 335n., 650 e n.
Mangini 2000
riferimento pp. 185-225.