Ferro Giovanni


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n. busta
43
n. fascicolo
1328
Primo estremo
1930
Secondo estremo
1943
Cognome
Ferro
Nome
Giovanni
Presenza scheda biografica
Luogo di nascita
Data di nascita
1911/11/09
Luogo di morte
Milano
Data di morte
2008/11/02
Livello di istruzione
diploma ragioniere
Professione
ragioniere
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 9.11.1911 da una famiglia originaria del Polesine, ragioniere, comunista. Nel fascicolo sono presenti 2 fotografie: la prima, di piccolo formato, è un suo ritratto fotografico giovanile tratto da un documento d’identità; la seconda, realizzata dagli organi di polizia, è una fotografia in doppia posa del 10.6.1936. La sua scheda biografica è aperta il 5.7.1930 dalla Prefettura di Rovigo, dove Ferro risiede in Piazzetta Lavezzo 8. Riceve clandestinamente il periodico «Giustizia e Libertà», che cerca di distribuire. Fermato a Rovigo il 26.3.1930 con l’accusa di voler costituire cellule comuniste in collegamento con ‘Giustizia e Libertà’. Condannato il 15.5.1930 dalla Commissione Provinciale per il confino di polizia di Rovigo a 5 anni di confino e il 23.6.1930 trasferito all’isola di Lipari. Nel giugno 1931 a Lipari giunge anche Ferruccio Parri, tramite il quale Ferro riprende i rapporti con ‘Giustizia e Libertà’ e con altre componenti dell’antifascismo italiano, tra cui quella repubblicana. Tra agosto e novembre 1932 viene più volte denunciato in stato di arresto a Lipari: in particolare, il 22.9.1932 per solidarietà con il confinato comunista Gino Giovetti. Nel rapporto di polizia viene scritto che Ferro è denunciato “per essersi reso responsabile di oltraggio e resistenza a pubblici Ufficiali mentre eseguivano la traduzione in barella del confinato politico ammalato Giovetti Gino dalle carceri di Lipari all’infermeria delle Carceri di Milazzo”. Il 4.11.1932 viene denunciato per avere tentato di ricostituire tra i confinati un’organizzazione comunista, ma il 12.12.1932 è prosciolto dall’imputazione. In seguito alla soppressione della colonia di Lipari, il 29.12.1932 viene deciso il suo trasferimento e il 2.1.1932 è posto in traduzione per Ponza, dove giunge il 7.1.1933. Liberato condizionalmente dal confino il 31.12.1933, con foglio di via obbligatorio rientra a Rovigo la sera del 2.1.1934, si presenta in Questura dove viene diffidato e vigilato. Chiamato alle armi, il 15.4.1934 viene incorporato nel 57° Reggimento Fanteria di stanza a Vicenza, dove pure viene vigilato. In seguito a controllo medico, il 26.6.1934 viene posto in licenza illimitata e rientra a Rovigo presso la sua famiglia in via Gorizia 91. L’1.10.1934 per sottrarsi al controllo fascista e cercare lavoro si trasferisce a Milano in via Fiamma 5 e dall’aprile 1935 in viale Montenero 37, mentre nel marzo 1936 si trasferisce in via Lambrate 3. Come lo stesso Ferro racconta nel libro del 1985, "Milano capitale dell’antifascismo", questo suo primo periodo a Milano come militante comunista si svolge in rapporto con il bergamasco Giovanni Nicola. Questi, prima di emigrare clandestinamente a Parigi, lascia a Ferro tutti i suoi contatti nonché la segreteria politica del Pci milanese. La militanza di Ferro in questi mesi è fatta soprattutto di contatti politici con le forze dell’antifascismo, in particolare con i socialisti e con Parri, nell’ottica della costruzione dell’unirà d’azione antifascista. Nell’agosto 1936, però, viene arrestato dall’Ovra insieme a circa 200 persone, di cui 33 rimandate a giudizio, come Ferro, con l’accusa di appartenere al partito comunista. Il 2.10.1936 la Commissione Provinciale per il confino di polizia di Milano lo condanna a 4 anni di confino da trascorrere a Ventotene, dove giunge l’1.12.1936. La Prefettura di Littoria, da cui Ventotene dipende, il 7.7.1937 informa il Ministero dell’Interno e le Prefetture di Bergamo, Rovigo e Milano sul comportamento di Ferro: “Non dà alcuna prova di ravvedimento. Frequenta con assiduità il gruppo di compagnia di fede. E’ vigilato attentamente”. Un giudizio analogo viene espresso anche il 17.10.1937: “Persiste tenacemente nelle sue idee sovversive. Si associa ai peggiori elementi della colonia verso i quali ha grande ascendente. Viene vigilato”. Per questo, Ferro viene allontanato da Ventotene e trasferito alla colonia di terra di Girifalco (Cz), dove giunge il 4.12.1937. Il 30.9.1938 viene trasferito a Gioia Tauro (Rc), dove giunge il 12.10.1938, per poi essere trasferito a San Sosti (Cs), dove giunge il 21.12.1938. L’11.3.1939 viene ricoverato all’ospedale di Cosenza per un esame radiologico. Dimesso dall’ospedale il 27.3.1939, viene immediatamente rinchiuso nelle carceri locali in occasione della visita di Mussolini in città. Per ragioni di salute il 3.4.1939 viene trasferito a San Lucido (Cs). Il 3.8.1940 termina di scontare la sua condanna e con foglio di via obbligatorio viene mandato a Milano, in via Menotti 10. Da questo momento fino al dicembre 1941 le relazioni trimestrali sul suo conto riportano sempre la formula “nulla da segnalare”. Segretario della federazione clandestina del Pci a Milano nel biennio 1942-1943, è costretto a riparare in Svizzera. Il 27.5.1943 la relazione trimestrale della Questura di Milano sul suo conto rileva quanto segue: “Si è reso irreperibile. Le indagini praticate per conoscere il suo attuale recapito hanno dato esito negativo. Sono state diramate alle questure del regno le circolari di ricerche per conseguirne il rintraccio”. Nel dopoguerra continua ad essere molto attivo, sia sul piano culturale, partecipando nel 1946 alla fondazione a Milano della Casa della Cultura (il cui presidente è Ferruccio Parri) e scrivendo alcuni libri, sia sul piano politico nelle fila del Pci, che abbandona nel 1956 in seguito alla repressione sovietica della rivoluzione ungherese, entrando nel Psi. Morto a Milano il 2.11.2008. Nel fascicolo è conservata una copia dell’elenco dei comunisti milanesi condannati con Ferro nel 1936. Cpc, b. 2045, 1930-1943, scheda biografica. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Ferro Eugenio (padre)
Capraia Anna (madre)
Luoghi di residenza
Bergamo Lombardia Italia (1911/11/09 - ) Rovigo Veneto Italia piaccetta Lavezzo 8 ( - 1930) Lipari Sicilia Italia (1930 - 1932) Ponza Lzio Italia confino politico (1932 - 1933) Rovigo Veneto Italia via Gorizia 91 (1933 - 1934) Milano Lombardia Italia via Fiamma 5, poi viale Montenero 37, poi via Lambrate 3 (1934 - 1936) Ventotene Lazio Italia confino politico (1936 - 1937) Girifalco, poi Gioia Tauro, poi San Sosti, poi San Lucido Calabria Italia (1937 - 1940) Milano Lombardia Italia via Menotti 10 (1940 - 1943) Svizzera (1943 - 1945)
Fatti notevoli
1930
Riceve e distribuisce clandestinamente il periodico «Giustizia e Libertà» a Rovigo.
1934 - 1936
Svolge attiva militanza comunista a Milano.
1943
Ripara in Svizzera.
Sanzioni subite
confino politico (1932 - 1933)
confino politico (1936 - 1940)
Relaz. con altri soggetti
Parri Ferruccio (giellista, socialista)
ACS, Cpc, b. 3747, 1027-1938
Giovetti Gino (comunista)
Cpc, b. 2441, 1026-1942
Nicola Giovanni (comunista)
ASBg, Sovversivi
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata
fotografie private (1 fotografia) fotografie scattate dagli organi di polizia (1 fotografia (duplice posa)) corrispondenza (Comunicazione 29 settembre 1936 della Questura di Milano al Prefetto di Milano avente per oggetto Abbiati Giulio Cesare e altri, con l'elenco dei comunisti milanesi condanati nel 1936, tra i quali Giuseppina Calligari, della quale si dice: “Callegari Drs Giuseppina di Paolo e di Bertagnolli Virginia, nata a Padova il 15 gennaio 1905, qui residente in via Bradelli n° 7. Non ha precedenti politici. E’ amante del Dr. Bonelli Alfredo di cui condivide le idee e l’attività politica. Intelligente e colta (è dottoressa in matematica e fisica) ha esplicato attività di proselitismo, frequentando l’Associazione Nazionale Studi Problemi del Lavoro ed informando il Bonelli di quanto in essa avvenisse. Venne arrestata nell’abitazione dello stesso Bonelli. Nel corso della perquisizione domiciliare operata a suo carico è stato rinvenuto e sequestrato l’opuscolo ‘Nouvelles Sovietiques’, che comprova le idee politiche da lei professate”.)
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 2045, Fascicolo
Riferimenti bibliografici
Ferro 1989
Ferro 1963
Ferro 1985