Calvi Serafino


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n. busta
23
n. fascicolo
699
Primo estremo
1937
Secondo estremo
1942
Cognome
Calvi
Nome
Serafino
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1893/05/17
Professione
boscaiolo manovale
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato il 17.5.1893 a Moio de’ Calvi (Bg), residente nella frazione Bordogna di Roncobello (Bg), boscaiolo e manovale, antifascista. Partecipa alla prima guerra mondiale nel corpo degli Alpini, viene ferito, decorato con la croce di guerra e congedato con il grado di sergente. Sposato con Teresina Palazzi, ha 5 figli: Antonietta Giovanna, Giampietro, Domenica, Pietro e Annunciata. Dal 1922 al 1926 lavora in Francia in Savoia, nel 1928 ritorna in Francia e nel 1930, per ragioni politiche sorte con altri italiani, a Talange (dipartimento Mosella, regione Lorena) viene malmenato e ferito gravemente. Dimesso dall’ospedale, viene espulso dalla Francia. Rientrato in Italia, il 10.10.1937 viene accusato di “manifestazioni sediziose” non ulteriormente specificate, mentre il 12.12.1938 la Corte d’Assise di Bergamo lo condanna a 3 anni di reclusione per percosse e lesioni alla propria moglie. Viene liberato l’11.3.1940 grazie ad un indulto. Il capitano Giuseppe Passanisi dei Cc di Bergamo Interna, in un rapporto su Calvi del 22.10.1940 indirizzato al comando dei Cc di Bergamo e alla locale Questura, ricostruisce una serie di episodi avvenuti nei giorni precedenti e nei quali Calvi, ogni volta manifestamente ubriaco, rivolge frasi provocatorie e dal chiaro significato antifascista ad un gruppo di fascisti del distaccamento di Bordogna delle camicie nere della 218a coorte territoriale della Mvsn. I fascisti sono Stefano Comandulli (n. 1898), Francesco Roberti (n. 1899), Giuseppe Ogliari Badessi (n. 1891) e Luigi Ferrari. Il primo episodio avviene il 29.9.1940 nell’osteria Gervasoni, dove i fascisti giocano a carte e Calvi dice loro “E’ ora di finirla con quelle berrette nere, ora verranno quelle rosse”. Il 7.10.1940, nello stesso locale, rivolto al fascista Comandulli e al capo-squadra Vailati, dice “Avete fatto male a metter la firma, perché intanto dovrà cambiare tutto”. Infine, il 13.10.1940, sempre nell’osteria Gervasoni, cerca di venire alle mani col fascista Comandulli, ma viene allontanato dal locale dal fascista Vailati, ma per strada, vedendo che il gruppo fascista era uscito dal locale, esclama: “Uno alla volta farete i conti con me”. Nel suo rapporto, il capitano Passanisi rileva che “Calvi è un alcoolizzato e di pessima condotta morale e politica. E’ poco amante del lavoro, vizioso, ubriacone, violento ed attaccabrighe, specie quando è alterato dal vino”. Resosi irreperibile, si costituisce il 15.12.1940 ai Cc di Zogno. In vista della riunione della Commissione Provinciale, il 30.12.1940 l’avvocato Ubaldo Riva di Bergamo rivolge alla Commissione Provinciale di Bergamo una supplica in favore di Calvi, suo commilitone durante la guerra, intitolandola ‘Due parole’: la prima ‘parola’ rileva che nelle frasi imputate a Calvi non c’è contenuto politico ma solo la volontà di sistemare i conti sul piano personale, mentre la seconda rileva che dopo la ferita di guerra Calvi “non ha più la testa a posto specialmente se oggi beve anche un solo dito di vino (e il buon Dio sa se per il passato ne ha bevuto anche più di un dito). Il fatto di cui oggi si tratta avvenne in osteria inter pocula et post pocula. Delle condizioni di mente del Calvi e di tutto quanto sopra chi scrive ne scrive ex informata conscientia, comunque ne possono essere testimoni Sig. Mocchi Dott. Domenico – San Giovanni Bianco; Don Palla Stefano – Parroco di Averara; Balestra Raffaele – Cancelliere Conciliazione Bergamo”. Calvi viene ammonito il 30.12.1940, ma in occasione del 20° anniversario della marcia su Roma le ammonizioni politiche vengono condonate. Il 22.11.1942 i Cc di Zogno arrestano Calvi per continui maltrattamenti in famiglia e ubriachezza abituale”. Nel fascicolo sono conservate due copie di una sua fotografia. Cpc, b. 961, 1940-1941. (G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Calvi Giovanni (padre)
Palla Antonia (madre)
Palazzi Teresina (moglie)
Calvi Antonietta Giovanna (figlia)
Nata nel 1924.
Calvi Giampietro (figlio)
Nato nel 1928.
Calvi Domenica (figlia)
Nata nel 1931
Calvi Pietro (figlio)
Nato nel 1933.
Calvi Annunciata (figlia)
Nata nel 1934.
Luoghi di residenza
Moio de' Calvi Lombardia Italia (1893/05/17 - ) Roncobello Lombardia Italia frazione Bordogna
Fatti notevoli
1929
In più episodi, del 29 settembre al 13 ottobre 1929 nell'osteria Gervasoni di Roncobello pronuncia frasi antifasciste.
Sanzioni subite
ammonizione (1940/12/30 - 1942)
il provvedimento è condonato nel 1942.
Relaz. con altri soggetti
Riva Ubaldo (commilitone)
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata
fotografie private
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 961, Fascicolo