Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 15.1.1910, lavora come operaio meccanico presso l’Officina Trasformatori Elettrici di via Alberico da Rosciate 19 a Bergamo e abita in via Calepio 14, mentre nel 1941 abita in via Pignolo 79. Il 19.4.1935 viene diffidato perché, in occasione del suicidio dell’operaio Antonio Doneda (di Giovanni, n. nel 1910, residente a Osio Sotto), gettatosi sotto il tram Bergamo-Monza, ritenendo tale gesto dovuto alla disperazione per il richiamo alle armi, poi rivelatosi infondato, il 5.4.1935 Marchesi dice pubblicamente che "sarebbe stato meglio che si fosse suicidato chi aveva ordinato il richiamo alle armi, anziché il Doneda". La Questura di Bergamo viene informata delle parole di Marchesi dal console della 14a legione della Mvsn di Bergamo, Angelo Testa, il quale informa anche che ‘detta Officina è particolarmente sorvegliata perché la maggior parte degli operai sono ritenuti antifascisti’. La Questura ravvisa nelle parole di Marchesi un significato anti-patriottico, di qui la diffida. Celibe, è iscritto al Pnf dal 29.10.1940 quale ex combattente. Nel 1939 lavora a Milano presso lo stabilimento siderurgico Alfieri e Colli in via S. Vincenzo 26 e rientra a Bergamo ogni fine settimana. Nel 1943 la ditta presso la quale lavora si trasferisce fuori Milano. Radiato nel maggio 1942. (G. Mangini)