Orlandini Bortolo, detto Nano


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n. busta
80
n. fascicolo
2387
Primo estremo
1935
Secondo estremo
1943
Cognome
Orlandini
Nome
Bortolo
Altri nomi
detto Nano
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1883/05/07
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
manovale
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato il 7.5.1883 a San Pellegrino (Bg), dove risiede in via Fratelli Urbani, 44. Detto “Nano”, sposato con 2 figli, manovale, dipendente del comune di San Pellegrino, dedito all’alcool, sospetto antifascista, con vari precedenti penali, che iniziano già nel 1899 e proseguono negli anni 1900 e 1901, soprattutto per furto e per inosservanza della pena in quanto sorvegliato speciale. Dal 1908 risulta essere in Francia, dove pure viene condannato per tre volte dal 1907 al 1910 per lesioni volontarie, a Brienj. Rientrato in Italia, dalla Pretura di Zogno è di nuovo condannato nel 1913 per danneggiamento, nel 1920 per oltraggio e porto abusivo d’armi, nel 1925 per oltraggio e nel 1933 per ubriachezza. Definito “disturbatore notturno”, il10.7.1935 viene condannato a 8 mesi di reclusione per grida 'sediziose' e offese a Mussolini. La ricostruzione delle accuse non risulta del tutto chiara perché a suo carico si imputano due diversi episodi: uno riferito alla sera dell'1.4.1935, mentre l'altro, denunciato dall’Upi della 14 legione della Milizia, risale al 7.4.1935, verificatosi nell’osteria di Battista Pesenti di San Pellegrino, in cui Orlandini avrebbe affermato:“Duce vigliacco che vuole la guerra”. Nella denuncia della Milizia anche il gestore risulterebbe proferire “frasi spregiative nei confronti del duce”. Tali accuse vengono ridimensionate dalla relazione del vice commissario di Ps di Bergamo, datata 15.4.1935, da cui emerge che Orlandini il 6 aprile non avrebbe pronunciato frasi offensive nel locale del Pesenti, ma al rientro nella sua abitazione dopo le 24. Una teste però dichiara di averlo sentito cantare in stato di ubriachezza una frase elogiativa del duce (“Mussolini è di ferro e se domani c’è la guerra sono il primo ad andare”). Il vice-commissario interroga anche il segretario del Fascio locale, Giovanni Maria Omacini, di Giuseppe, il quale dichiara non averlo mai sentito parlare male del fascismo, ma quando è ubriaco inveisce talvolta contro le autorità comunali. I dati sono discordanti rispetto a quelli forniti dalla Milizia e quindi il vice-commissario conclude che la denuncia deriva da qualcuno che ha risentimento verso l’Orlandini e il Pesenti. Nonostante ciò, il 10.7.1935 viene condannato a 8 mesi di reclusione per aver gridato il 7.4.1935: “Abbasso Mussolini – Animale porco – Bröt crapù che tu vuoi la guerra bestia porca”. Sorvegliato ancora nel 1943, quando non risulta iscritto al Pnf. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Cpc, b.3606, 1935-1941. (G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Orlandini Bortolo (padre)
Ovaiolo
Regazzoni Maddalena (madre)
Ovaiola
Orlandini Bortolo Giacomo (fratello)
Nato a San Pellegrino il 16.8.1880, morto il 5.6.1882
Orlandini Giovanna Maria (sorella)
Nata a San Pellegrino il 30.12.1881.
Orlandini Maria Giovanna (sorella)
Nata a San Pellegrino il 16.6.1895.
Orlandini Giacomo Giovanni (fratello)
Nato a San Pellegrino il 14.8.1887.
Orlandini Ginevrina Angela Maria (sorella)
Nata a San Pellegrino il 30.12.1889, morta il 12.2.1897.
Orandini Virginia Camilla Angela (sorella)
Nata a San Pellegrino il 27.9.1891, morta il 5.5.1893.
Orlandini Virginia Caterina (sorella)
Nata a San Pellegrino il 6.8.1893.
Orlandini Maria Francesca (sorella)
Nata a San Pellegrino il 21.8.1895.
Orlandini Luigia Vincenza Giuseppa (sorella)
Nata a San Pellegrino il 22.1.1899.
Luoghi di residenza
San Pellegrino Lombardia Italia via fratelli Urbani, 44 (1883 - )
Fatti notevoli
1935/04 - 1935/04
Nell'aprile del 1935 è sospettato di aver pronunciato frasi offensive verso il capo dello stato e il regime fascista.
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata
foto-tessera
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 3606, Fascicolo
Riferimenti bibliografici
Antifascisti Cpc 1998, vol. 13
riferimento p. 385