Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Curnasco, frazione di Treviolo (Bg) l' 1.6.1898, residente a Bergamo in via Longuelo 7, celibe, facchino, comunista. Il 23.6.1925, in una nota informativa diretta al questore, il brigadiere Luigi Guidolotti della Squadra politica della Questura di Bergamo, segnala che il nome di Cattaneo compare in uno specchietto che sintetizza la composizione delle cellule rionali di agitazione del Pci, sequestrato al militante comunista Battista Bonomi, il quale in seguito viene confinato per 3 anni a Lampedusa, Pantelleria, Ustica, Ponza. Sull’informativa di Guidolotti il questore, a lapis rosso, scrive “Che fa?”. L’effetto pratico della domanda del questore è che il 30.7.1925 la Questura si rivolge ai Cc di Bergamo Interna chiedendo informazioni sugli eventuali precedenti morali e politici di Cattaneo e disponendo la perquisizione della sua abitazione “allo scopo di accertare se detenga armi non denunziate od opuscoli di propaganda sovversiva”. Puntualmente, il 2.8.1925 i Cc di Bergamo Alta perquisiscono, senza esito, la sua abitazione alla ricerca di armi, manifesti, opuscoli e stampati. Nello stesso giorno viene effettuata, senza esito, la perquisizione domiciliare di Giuseppe Limonta (b. 54), vicino di casa di Cattaneo e come lui componente di una cellula comunista del quartiere di Longuelo. Pochi giorni dopo la perquisizione, il 10.8.1925, il capitano dei Cc di Bergamo Interna, Giovanni Cannone, redige un rapporto per la Questura nel quale, dopo aver annotato che Cattaneo è di buona condotta morale e non ha precedenti né pendenze penali, rileva che “egli manifestò sempre idee comuniste senza però essere tesserato del partito. In atto, per ragioni di opportunità, è inscritto al Sindacato fascista locale ‘Società Bergamasca delle Energie Elettriche’, ma con tutto ciò conserva sempre le sue idee sovversive. Non è capace di svolgere propaganda, né lo si ritiene pericoloso in linea politica”. Il 2.10.1925 la Questura chiede ai Cc di Bergamo, a proposito di Cattaneo, “di compiacersi far intensificare su di lui opportuna sorveglianza tendente a spiarne le mosse e scorgere se per avventura prenda parte a riunioni clandestine di giovani comunisti”. Il 9.4.1928 il capitano dei Cc di Bergamo Interna, Armando Calabrò, segnala alla Questura che Cattaneo “ha modificato le sue idee non dando più luogo a rimarchi e mostrando apertamente di seguire l’opera dettata dall’attuale Governo nazionale. Egli pertanto non è ritenuto pericoloso”. Un’analoga annotazione viene inoltrata alla Questura il 29.4.1930 dal capitano dei Cc di Bergamo Interna, Francesco Mosca, che si dichiara favorevole alla radiazione. Radiato il 2.5.1930. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)