Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Molini di Colognola di Casazza (Bg) il 15.6.1890, contadino, sospetto contrabbandiere, antifascista. Partecipa alla prima guerra mondiale e il 14.3.1917 il Tribunale di Guerra del 7° Corpo d’Armata lo condanna due anni di carcere militare per diserzione. Costituitosi nel 1918, ottiene il condono della condanna. Emigrato con tutta la famiglia in Svizzera, ne viene espulso nel 1928. Risiede a Ponte Tresa (Va), vedovo della moglie Maria Ancilla Pezzani, morta a Castelrotto (Svizzera), dalla quale ha 7 figli: Alfredo, Carmelina, Saverio, Antonio, Teresina, Elsa e Battista, ricoverati nell’Istituto Menotti di Cadegliano Viconago (Va). Vive con la seconda moglie, una svizzera, che maltratta, e con tre dei suoi figli, mentre gli altri quattro figli sono affidati ad altre persone. Nel settembre 1935 proferisce minacce contro Mussolini, che vengono sentite e denunciate da due militari di leva, presenti nella zona di Valmarchirolo (Va) con il loro reparto, il 67° Reggimento Fanteria. Il 24.9.1935 la Commissione Provinciale di Varese, dopo avere ricevuto per telegramma specifica indicazione da parte del Ministero dell’Interno, condanna Cambianica a 3 anni di confino. La località indicata dal Ministero dell’Interno è Colobraro (Mt). Viene liberato condizionalmente il 20.5.1936 in occasione della proclamazione dell’impero fascista. Nel 1941 lavora come manovale per la ditta Galante di Cadegliano Viconago. Nel fascicolo sono conservate due copie di una sua fotografia in doppia posa. Cpc, b. 968, 1935-1941. (G. Mangini, R. Vittori)