Foresti Eugenio Ignazio

n. busta
45
n. fascicolo
1382
Primo estremo
1900
Secondo estremo
1943
Cognome
Foresti
Nome
Eugenio
Altri nomi
Ignazio
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1875/11/06
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
operaio
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Castro (Bg) il 6.11.1875, operaio del Cotonificio Bergamasco di Ponte Nossa (Bg), poi nella ferriera Gregorini di Castro (Bg), socialista. Il 31.7.1900 è nell’osteria di Ponte Nossa (Bg) gestita da Martino Piantanida (nato a Novara, 37 anni), con il quale si trova a parlare dell’assassinio del re Umberto I, avvenuto due giorni prima. Come riferisce il 24.8.1900 la Sotto-prefettura di Clusone al prefetto di Bergamo, stando al racconto del comandante della tenenza dei Cc di Clusone recatosi a Ponte Nossa e raccolta la testimonianza dell’esercente, Foresti non mostrava alcuna commozione per la morte del sovrano, e allora l’esercente “disse: «Se io comandassi farei impiccare tutti i socialisti e gli anarchici», a cui il Foresti rispondeva che egli era stato a Ginevra ove frequentava le riunioni dei socialisti, alle quali prendevano parte persone molto istruite, che spiegavano assai bene le idee socialiste. A ciò il Piantanida soggiunse: «Se Lei ha queste idee esca subito dalla mia osteria». L’operaio pagò il quinto di vino che aveva bevuto ed uscì”. Tuttavia, il tenente dei Cc riferisce anche che “sebbene il Foresti abbia dimostrato di non essere stato per nulla dispiacente dell’assassinio di S.M. Umberto I non ha però detto parola alcuna che avesse potuto farlo ritenere responsabile del reato previsto dall’art. 247 del Codice Penale così non essendovi materia a procedere a norma di Legge, dovette limitarsi ad assumere informazioni sulla sua condotta. Dalle informazioni risultò buona la morale, ma la politica dal 12 luglio 1899 fino al 14 corr.te, ultimo giorno in cui rimase in Ponte Nossa, operaio nel Cotonificio Bergamasco, fu tale da far chiaramente comprendere essere individuo professante le teorie socialiste. E tale professione di fede manifestò agli operai suoi compagni Giordani Aniceto di Luigi d’anni 26 da Clusone, Bossetti Giovanni di Benedetto d’anni 22 da Parre, Noris Francesco fu Giovanni d’anni 32 da Sovere e Camanini Vittore fu Pietro d’anni 28 elettricista da Sovere. Fu interrogato anche il Sindaco di Ponte Nossa, Rossi Giovanni Battista pure addetto al Cotonificio Bergamasco, il quale ritiene essere il Foresti un socialista. Costui il 14 corr.te licenziatosi dallo stabilimento per allontanarsi da una ragazza, la quale insiste perché la sposi, è ritornato al proprio paese di Castro, ove attualmente lavora presso la fonderia Gregorini come manovale”. Si sposa il 5.11.1900 a Castro con Maria Frattini. Nel 1910 Foresti emigra in Argentina, dove lavora come operaio meccanico. Iscritto in RF nel 1928, n° 4045. Nell’agosto 1943 risulta ancora a Buenos Aires. Un suo fratello vive a Milano. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Foresti Giuseppe (padre)
Nato nel 1838, gabellotto.
Scaglia Marietta (madre)
Frattini Maria (moglie)
Sposata a Castro il 5.11.1900.
Foresti Ignazio Santo (fratello)
Nato a Castro il 29.10.1877.
Foresti Barbara Teresa (sorella)
Nata a Castro il 25.5.1879.
Foresti Teresa Caterina (sorella)
Nata a Castro il 2.2.1881, morta il 2.2.1881.
Foresti Teresa Caterina (sorella)
Nata a Castro il 3.7.1884.
Foresti Francesco (fratello)
Nato a Castro il 25.6.1886.
Foresti Barbara Valeria (sorella)
Nata a Castro il 19.8.1888.
Luoghi di residenza
Castro Lombardia Italia (1875/11/06 - 1910) Buenos Aires Argentina (1910 - )
Fatti notevoli
1900/07/31
In un'osteria di Ponte Nossa discute con l'oste dell'assassinio del re Umberto I, ma non se ne dimostRa dispiaciuto e per questo fatto uscire dal locale.
In rubrica di frontiera
Informazioni
1928, n° 4045
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no