Tua Emilio


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n. busta
116
n. fascicolo
3487
Primo estremo
1927
Secondo estremo
1942
Cognome
Tua
Nome
Emilio
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1876/08/05
Professione
suonatore ambulante maestro di musica
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 5.8.1876, risiede prima a Bergamo in via Sant’Alessandro 162, poi a Spirano (Bg), maestro di musica e suonatore ambulante, antifascista. Sposato e padre di una figlia, è separato dalla moglie e, a causa del suo alcoolismo, gli viene tolta anche la patria potestà. Pregiudicato per reati comuni (l’11.7.1922 il pretore di Treviglio lo condanna a un mese di reclusione per truffa), nel marzo 1927 a Fabriano (An) viene arrestato e denunciato per offese a Mussolini e il 12.3.1927 condannato dal Tribunale di Ancona a 5 mesi e 4 giorni di carcere e a 500 lire di ammenda. Suonatore ambulante, dalla Questura di Bergamo il 22.7.1927 viene definito “di cattiva condotta morale, dedito all’ubriachezza, al vagabondaggio”. Durante un suo soggiorno a Jesi (An) si fa passare per ex-tenente di complemento degli alpini, oltre che come reduce dalla prima guerra mondiale, ferito e fatto prigioniero, si spaccia inoltre come iscritto al Pnf della sezione di Fossombrone (Pesaro - Urbino). Nessuna di queste millanterie è vera. Ammonito il 20.8.1927. Nell’ottobre 1927 viene arrestato per contravvenzione all’ammonizione e denunciato, ma il 5.11.1927 il pretore di Bergamo lo assolve per insufficienza di prove. Il 26.11.1927 il maresciallo di 1a classe del Corpo degli agenti di P.S. di Bergamo, Luigi Murino, a proposito di Tua così scrive al questore: “Nonostante che egli sia stato ammonito continua a sparlare dell’attuale Governo facendo propaganda fra l’elemento del sovversivismo. Il mese di ottobre u.s. fu arrestato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per trasgressione all’ammonizione e cioè per essere stato trovato verso le ore 21 davanti alla propria abitazione in istato di ubbriachezza molesta e ripugnante tale da provocare reclami da parte degli inquilini. Il giorno 5 novembre fu discusso in Pretura il processo in cui riportò l’assoluzione per insufficienza di prove. Lo stesso durante il dibattimento mantenne un contegno scorretto ed apostrofò parole offensive verso il V. Brig. Iumella Vito chiamandolo impostore”. Inoltre, avendo nel frattempo il Tua spostato la sua residenza da Bergamo a Spirano (Bg), così commenta questa scelta il maresciallo Murino: “Lo scopo del suo trasferimento da Bergamo a Spirano va ricercato nel fatto che egli intende allontanarsi da questa città per esimersi dalla sorveglianza”. Agli inizi del dicembre 1927 si allontana da Bergamo senza permesso, necessario in quanto ammonito. Arrestato il 4.1.1928 per contravvenzione all’ammonizione, viene rinchiuso nelle carceri giudiziarie di Bergamo. Il 14.1.1928, in vista della riunione della Commissione Provinciale per il confino di polizia, che deve decidere sui provvedimenti da adottare nei confronti di Tua, il questore Giovanni Guarducci scrive al prefetto di Bergamo, presidente della Commissione che Tua, “si è dimostrato ribelle a qualsiasi vincolo e refrattario al ravvedimento (..) Indipendentemente dal suo contegno nei riguardi dell’ammonizione, il Tua ha tenuto finora condotta pessima nei riguardi morali ed atteggiamenti ostili all’Autorità ed agli organi che la rappresentano; condotta ed atteggiamenti che egli vuole far attribuire al suo stato di salute, veramente precario, ma che al contrario sono la patente espressione di un animo pervertito ed insofferente ad ogni restrizione. Premesso quanto sopra esprimo parere contrario a qualsiasi atto di clemenza”. Il 25.1.1928 viene diffidato, lo stesso giorno scarcerato dalle carceri giudiziarie di Bergamo e indirizzato verso Spirano (Bg), dove nel frattempo ha collocato la sua residenza. Il 17.2.1928, da Spirano, su carta bollata da 2 lire Tua indirizza al questore di Bergamo la richiesta dattiloscritta di essere prosciolto dall’ammonizione, e questo sulla base di 3 ragioni. La prima è “il mio riconoscimento spassionatamente coscienzioso della mia buona condotta politica e sociale tenuta prima di detta punizione e in special modo dopo la medesima”. La seconda riguarda “i miei sinceri sentimenti di vero cittadino italiano ossequiente a tutte quelle leggi che promanano dall’attuale Governo nazionale fascista”. La terza, soprattutto, “considerata la mia professione di Maestro di musica, professione che non può essere applicata se non nelle ore serali, e cioè allorquando – in seguito alla pena inflittami – devo invece starmene ritirato con mio gravissimo danno finanziario, inquantoché non posso avere altri mezzi di sussistenza e quindi con la dolorosa previsione di vedermi presto costretto a stendere la mano per accettare quel tozzo di pane bastante a mantenermi umilmente e miseramente in vita”. Nel maggio 1928 il tenente Francesco Marchioni dei Cc di Treviglio informa la Questura di Bergamo che “per il tempo in cui dimora in Spirano ha tenuto buona condotta e non ha dato luogo a rimarchi o richiami in linea politica”. Il 19.11.1929 il Tribunale di Torino lo condanna a un mese di reclusione per contravvenzione all’ammonizione. Il 22.1.1930 il pretore di Treviglio lo condanna a 4 mesi di arresto per contravvenzione all’ammonizione. Colpito da mandato di cattura e arrestato il 26.4.1932, termina di scontare la pena il 26.8.1932. Dal 4.1.1935 risiede a Bologna in via Tovaglie 31, viene vigilato senza però dar luogo a rilievi. La Questura di Bologna l’1.10.1935 segnala a quella di Bergamo che Tua ha lasciato la città emiliana il 13.6.1935 e che durante la sua permanenza “egli non diede luogo a rimarchi in linea politica”. Nel periodo intercorso tra l’allontanamento da Bologna e la segnalazione di ciò alla Questura di Bergamo, però, dopo essere stato qualche giorno tra Fidenza, Piacenza e Parma, Tua viene arrestato il 23.8.1935 dalla Questura di Reggio Emilia per “mendicità vessatoria ed oltraggio ai vigili urbani”. Per questo, il 4.9.1935 il pretore di Reggio Emilia lo condanna a 8 mesi di carcere. Il 10.6.1936 il Cpc si rivolge al prefetto di Bergamo facendo notare che non ci sono più state segnalazioni su Tua dal 28.7.1929. Il 14.7.1938 Tua è a Como e cerca di guadagnare qualche soldo vendendo piccoli oggetti, pianeti della fortuna, essendosi anche posto sul petto la scritta ‘paralitico’. Avvicinato dal console fascista della locale XVIa legione Mvsn, Volpe, convinto che si trattasse di una forma mascherata di accattonaggio, vietato per legge, lo invita ad allontanarsi. Ne deriva un’accesa discussione, in seguito alla quale Tua cerca effettivamente di allontanarsi ma, invitato a fermarsi per accertare la sua situazione, si rifiuta dicendo al suo interlocutore fascista: “Ma sa che lei è un bellimbusto, ed io ho paura di essere fermato da voi perché di voialtri non mi fido: io sono stato sempre un popolare e già a Bergamo per questa ragione sono stato preso a bastonate dai fascisti, che mi hanno rovinato una gamba, e mi hanno colpito anche sulla testa ed anche ora ne porto i segni”. Tua alla fine viene arrestato, portato al comando fascista locale e interrogato, dichiarandosi come ex-appartenente al Ppi, già bastonato dai fascisti. Informata la Prefettura di Como, questa raccoglie informazioni su Tua sia tramite il fascio locale che tramite la Questura di Bergamo la quale, in considerazione dell’età e delle condizioni fisiche di Tua, non lo ritiene comunque “pericoloso per l’ordine nazionale”. In considerazione della situazione specifica di Tua, il prefetto di Como il 29.7.1938 scrive al Ministero dell’Interno e per conoscenza al prefetto di Bergamo per proporre che Tua, “anziché essere denunziato per i reati di cui si è reso colpevole, venga trattenuto in carcere per la durata di un mese e quini diffidato ai sensi dell’art. 166 ult. Cap. T.U. Leggi di P.S. e rimpatriato a Bergamo con foglio di via obbligatorio, anche nella considerazione che è paralitico”. La proposta viene accolta e il 14.8.1938 la Prefettura di Como informa quella di Bergamo e il Cpc che Tua è stato posto in libertà allo scadere del mese di carcere a cui era stato condannato e rimpatriato a Bergamo. Da quel momento la Questura di Bergamo perde le sue tracce e ancora al 18.5.1942 era irreperibile, dato che, a quella data, all’ufficio di Stato civile risultava ancora in vita. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa. Cpc, b. 5235, fasc. 065664, 1927-1942. (G. Mangini)
Familiari
Tua Natale (padre)
Turani Celeste (madre)
Luoghi di residenza
Bergamo Lombardia Italia (1876 - 1927) Spirano Lombardia Italia (1927 - 1935) Bologna Emilia italia (1935 - 1935) Como Lombardia Italia (? - ?)
Sanzioni subite
ammonizione (1927/08/20 - )
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata
fotografie scattate dagli organi di polizia
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 5235, Fascicolo 065664