Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Treviglio (Bg) il 3.2.1882, ingegnere civile, socialista. Domiciliato a Treviglio, risiede a Milano presso l’ingegner Mazzocchi. Secondo un appunto della tenenza dei Cc di Treviglio del 20.9.1908, professa “con ardore” idee socialiste, è “di carattere violento, venne per tal motivo cacciato dai genitori di casa. Dimora a Milano poco pratica Treviglio”. Il 26.9.1908 la Prefettura di Bergamo, sulla base dell’informazione che Gentili sembra aver partecipato al decimo Congresso Socialista di Firenze, appena tenutosi dal 19 al 22 settembre, chiede informazioni su di lui alla Sotto-prefettura di Treviglio. L’8.1.1909 è ancora la Prefettura di Bergamo che si rivolge alla Sotto-prefettura di Treviglio per conto della Questura di Milano, che il 2.1.1909 scrive a Bergamo perché vuole sapere a quale componente socialista appartenga Gentili, ma la Sotto-prefettura di Treviglio risponde il 13.1.1909 che non è in grado di fornire una simile informazione, aggiungendo però che Gentili “tiene a manifestarsi anticlericale accentuato”. Il 26.11.1911, insieme al fotografo anarchico trevigliese Ettore Spadoni (nato a Firenze nel 1864), si presenta dal sotto-prefetto di Treviglio chiedendo il permesso di affiggere un manifesto indirizzato agli operai e alle loro famiglie contro la pubblica sottoscrizione a favore delle famiglie dei combattenti nella guerra di Libia, promossa da un comitato sorto appositamente. Dal 1914 al 1918 è assessore nell’amministrazione socialista milanese guidata fino al 1920 dall’avvocato Emilio Caldara fino al 1920. Tra gli altri assessori figura anche il dottor Angelo Filippetti, suocero di suo nipote Dino Gentili e amico di Domenico Gennati. Nel 1920 Filippetti succederà a Caldara nella carica di sindaco di Milano. Sulla rivista trimensile milanese «Il Monitore Tecnico» del 20.11.1914, alla pagina 572 è pubblicata la notizia dell’istituzione di una Commissione da parte del Comune di Milano per lo studio di una linea metropolitana a Milano, della quale fa parte anche Gentili. Dopo il 1920 non fornisce motivo a rilievi di carattere politico e nel 1923 abita sempre a Milano, in via Verona 11, mentre nel 1928 in via Argonne 12. Radiato nell’agosto 1930 dallo schedario dei sovversivi di Milano “per aver dato sicura prova di ravvedimento”, come scrive il 20.8.1930 la Questura di Milano a quella di Bergamo. (L. Citerio, R. Vittori)