Piazzalunga Luigi Francesco

n. busta
89
n. fascicolo
2674
Primo estremo
1892
Secondo estremo
1941
Cognome
Piazzalunga
Nome
Luigi
Altri nomi
Francesco
Presenza scheda biografica
Luogo di nascita
Data di nascita
1866/09/29
Luogo di morte
Ginevra (Svizzera)
Data di morte
1943/01/11
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
tipografo
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 29.9.1866, tipografo, socialista. Scheda biografica della Prefettura di Bergamo compilata a partire dal 7.1.1897. Frequenta scuole tecniche, non indicate, e lavora come tipografo nello stabilimento dei F.lli Cattaneo di Bergamo. Abita in città in via San Lazzaro 24. Nel 1890 entra a far parte della 'Associazione Democratica Radicale' di Bergamo, dove risulta centrale la figura dell'avvocato socialista riformista Federico Maironi, suo principale punto di riferimento politico. I primi anni Novanta dell'Ottocento vedono la fase della collaborazione e, insieme, della progressiva e reciproca distinzione tra la componente democratico-radicale e quella propriamente socialista dell'Associazione, tra le cui attività si collocano per esempio le conferenze, come quella tenuta da Maironi domenica 10.4.1892 sul tema 'Clericalismo e Religione', organizzata da Piazzalunga, che nella circostanza entra in relazione con Arcangelo Ghisleri. Con quest'ultimo, geografo repubblicano, rimane in contatto anche in seguito, condividendone l'atteggiamento nettamente anticlericale e la centralità politica e culturale dell'educazione laica per le nuove generazioni. Nel 1892 Piazzalunga subentra a Luigi Paladini nella carica di presidente dell'Associazione tipografica bergamasca. Il 1.5.1892 tiene una conferenza ai lavoratori tipografici (ma anche ai rappresentanti di altre organizzazioni operaie) nella sede della loro associazione professionale, in via Pignolo 60 a Bergamo, sostenendo la necessità della mobilitazione per l'obiettivo delle otto ore e l'utilità pratica delle leghe di resistenza, delle cooperative di produzione e del boicottaggio. In occasione dello stesso 1° maggio, inoltre, è incaricato di preparare un n° unico che, stampato dalla Tipografia Fagnani e Galeazzi, per quella giornata esce al posto de «Il Popolo». In occasione delle elezioni amministrative del giugno dello stesso anno è tra i firmatari del manifesto elettorale radical-socialista di Bergamo. Inoltre, in rappresentanza dell'Unione Operaia di Bergamo, nei giorni 14 e 15.8.1892, insieme a Luigi Paladini e a Dante Crippa si reca a Genova per partecipare al congresso di fondazione del Partito dei lavoratori italiani, poi socialista, anche se non vi prende la parola. Nella circostanza, il 16.8.1892 il prefetto di Bergamo segnala i loro nominativi al questore di Genova. A Bergamo, sciolta l'Associazione Democratica Radicale e costituitasi la Lega Socialista, Maironi propone il nome di Piazzalunga come segretario. Questi è in corrispondenza epistolare con altri socialisti, in particolare di Milano, da dove riceve stampa periodica socialista, come la «Critica Sociale» di Filippo Turati. Nell'ottobre del 1892 fa parte del comitato elettorale che, dopo aver proclamato la propria adesione al Partito dei lavoratori italiani, sostiene la candidatura del socialista Guglielmo Davoglio in occasione delle elezioni generali, previste per novembre. Nel dicembre, nonostante la sconfitta elettorale di Davoglio, è tra i fondatori della Lega operaia socialista bergamasca che aderisce al Partito dei lavoratori. Nel giugno 1893 la Tipografia Cattaneo subisce una profonda trasformazione nell'assetto societario: al suo posto nasce l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche. Piazzalunga è licenziato come dipendente della vecchia tipografia ma non viene assunto dalla nuova società. Costretto a cercare lavoro, ritrae di che vivere dallo stipendio di 2 lire al giorno che percepisce come segretario generale della Lega Socialista e delle altre associazioni di categoria che ad essa fanno riferimento. Nel febbraio 1893 e poi nel luglio dello stesso anno è candidato socialista alle elezioni comunali di Bergamo e a quelle provinciali nel novembre successivo, senza risultare eletto. Nel settembre 1893 partecipa al congresso di Reggio Emilia, dove il partito nato l'anno precedente a Genova assume la denominazione di Partito socialista italiano. Nel corso del congresso prende la parola per sottolineare che la linea politica dei socialisti deve basarsi ad oltranza sul principio della lotta di classe. Il mese prima, cioè dal 10.8.1893, era divenuto redattore responsabile del giornale «Il Popolo», che tra i collaboratori annovera i socialisti Guglielmo Davoglio e Federico Maironi. Il giornale cessa le pubblicazioni il 22.7.1894. A causa degli articoli pubblicati, le denunce nei suoi confronti per reato di stampa sono numerose, come nel caso del n° 4 del 21.1.1894, o come nel caso dell'articolo di Corrado Corradino, 'Oh compagni è forse l'ora', comparso sul n° del 28.1.1894, tratto da un altro giornale che Piazzalunga non rivela. Il 16.7.1894 il 1° mandamento della Pretura di Bergamo lo condanna a 17 giorni di arresto per grida sediziose, cioè per aver cantato l'inno dei lavoratori. Dopo il ricorso in appello, con sentenza del 21.8.1894 il Tribunale riduce la pena a 5 giorni, già scontati. Il 21.10.1894 viene sciolta la Lega socialista bergamasca in seguito al decreto intimato dal prefetto Serafini a Piazzalunga e Paladini in quanto segretari della Lega, oltre che a Maironi come socio promotore e a Emilio Gallavresi, con l'accusa di essere, in quanto aderente al partito socialista, sostenitrice della lotta di classe e dunque sovvertitrice della società e dell'odio tra le classi sociali. Il giorno dopo vengono sequestrati tutti i documenti della Lega socialista e perquisite le abitazioni dei suoi aderenti, denunciati all'autorità giudiziaria. Piazzalunga riesce a lasciare la città e a rifugiarsi a Ginevra, in Svizzera, dove trascorrerà il resto della propria vita. Il 30.10.1894 il prefetto reggente di Bergamo scrive al console d'Italia a Bellinzona, segnalando l'ingresso di Piazzalunga in Svizzera e chiedendo tempestive informazioni sul suo conto. Il 4.11.1894 il console risponde da Bellinzona, impegnandosi a fornire eventuali notizie, inoltre ne scrive anche al Consolato italiano di Ginevra, al quale il 15.11.1894 si rivolge lo stesso prefetto di Bergamo, che chiede riscontro alla notizia secondo la quale Piazzalunga sarebbe a Ginevra e in contatto con altri socialisti. Il console italiano di Ginevra il 21.11.1894 risponde al prefetto che Piazzalunga risiede effettivamente a Ginevra in via Contance 16 presso Zenobel, lavora come tipografo e ha fatto istanza al Consolato per ottenere il nulla osta dal distretto militare di Bergamo per rimanere all'estero come lavoratore. Il nulla osta militare di Piazzalunga, in congedo illimitato, viene inviato il 29.11.1894 dal comando del distretto militare al prefetto e non al Consolato, perché Piazzalunga è espatriato senza autorizzazione del Comando militare. Proprio per questo, il 3.12.1894 il prefetto reggente scrive al console italiano a Ginevra informandolo di aver ricevuto il nulla osta militare, ma di non poterlo rilasciare perché Piazzalunga, "oltre avere una condanna a espiare, trovasi sotto processo per altro reato, ragione per cui egli si allontana dal Regno per isfuggire all'azione della giustizia". In effetti, il 14.11.1894 il Tribunale di Bergamo lo aveva condannato in contumacia a 75 giorni di reclusione e a 83 lire di multa 'per eccitamento all'odio col mezzo della stampa, in applicazione dell'art. 247 CP e 24 dell'editto 26 marzo 1848 sulla stampa'. Il riferimento della sentenza è al n. 28 del 8.7.1894 del giornale «Il Popolo», nel quale vengono pubblicati due articoli, 'Diogene a braccetto col sig. P.B.' e 'La scuola della vendetta', che gli valgono appunto l'accusa di "!eccitamento all'odio fra le classi sociali in modo pericoloso per la pubblica tranquillità". Il 4.12.1894 il prefetto reggente di Bergamo scrive al questore di Milano informandolo delle vicende di Piazzalunga, aggiungendo che "in via confidenziale mi viene ora riferito che costui tenga un fratello (se ne ignora il nome) tipografo e compositore a Cassano d'Adda, il quale professa idee molto più spinte del fratello socialista, e che precisamente sia un anarchico pericoloso". Sul fratello di Piazzalunga, che si chiama Giovanni Romano, il prefetto chiede informazioni anche allo scopo di capire in che rapporti siano i due fratelli. Il 5.1.1895 il Commissario di Governo del Distretto di Lugano della Confederazione Svizzera scrive al prefetto di Bergamo informandolo dell'esito negativo delle ricerche su Piazzalunga che, se è stato a Lugano, è stato solo di passaggio, perché "noi abbiamo un servizio speciale di sorveglianza degli anarchici e raramente sfugge alle osservazioni degli agenti la presenza, anche momentanea, di nuovi arrivati, se questi avvicinano appena taluni di quelli ben conosciuti", ciò che appunto non è accaduto per Piazzalunga. In seguito alla condanna di Piazzalunga del 14.11.1894, con telegramma circolare del 16.2.1895 viene diramata nei suoi confronti la richiesta di arresto indirizzata a tutte le autorità del territorio nazionale. Il 7.4.1895 viene intercettato un telegramma anonimo diretto a Piazzalunga a Ginevra, c/o Pension Schettler: "Bergamo entusiasmissimo saluta vostre parole: rivendicazioni migliorano". Il processo definitivo contro gli imputati della Lega socialista, celebrato dalla Pretura del 1° mandamento di Bergamo, vedrà tutti gli imputati assolti dalle accuse per insufficienza di prove. In occasione delle elezioni comunali di Bergamo, previste per il 28.4.1895, il nome di Piazzalunga, benché ormai a Ginevra, risulta compreso nella lista socialista e ottiene 459 voti, al quarto posto per le preferenze ottenute dai candidati della lista. Richiesto di informazioni da parte del prefetto di Bergamo, il 5.10.1896 il proconsole generale d'Italia a Ginevra Basso risponde: "Ill.mo Signor Prefetto, Rispondendo al prg.mo Suo foglio, del 1° corr. te n° 405, ho l'onore di informare v.s. Ill.ma che il Piazzalunga Luigi gode a Ginevra di una ottima riputazione circa la sua condotta morale. Egli non è anarchico ma socialista evoluzionista e qui non si occupa di politica. Con ben distinta considerazione il pro Console generale Basso". Il 9.7.1897 da Ginevra Piazzalunga scrive a Cremona ad A. Ghisleri, al quale, interessato in quanto insegnante, invia alcuni giornali politici ginevrini che dedicano grande attenzione ad ogni aspetto della vita scolastica. Nella sua lettera Piazzalunga rileva come, dal confronto tra l'attenzione prestata dallo Stato e dalla società alle questioni educative rispettivamente in Svizzera e in Italia, emerga l'enorme ritardo italiano. Da Ginevra, periodicamente, il Consolato Generale d'Italia manda notizie sul suo conto. Nel gennaio 1897 viene aperta la sua scheda biografica sia al Cpc che a Bergamo. Lavora per anni come capo officina presso la tipografia del giornale "La Tribune de Gèneve". Risiede a lungo in una piccola cittadina nei pressi di Ginevra, Chêne-Bourg, e tiene i contatti con gli esuli politici italiani in Svizzera e con i circoli operai locali. Tra i suoi interlocutori c'è anche l'esponente socialista Giacinto Menotti Serrati. Nel 1903 riprende i contatti con Ghisleri, che gli spedisce i primi numeri del "Bollettino dell'Associazione Internazionale del Libero Pensiero", organo periodico dell'omonima associazione internazionale il cui segretario italiano è lo stesso Ghisleri. Piazzalunga diviene così il referente a Ginevra per la diffusione del Libero Pensiero tra la locale comunità italiana. Sulla scia dell'iniziativa ghisleriana, Piazzalunga costituisce e dirige una 'Biblioteca di Propaganda Razionalista', che cerca di diffondere tra i circoli proletari e socialisti ginevrini. L'obiettivo di fondo dell'iniziativa, però, come scrive a Ghisleri da Chêne-Bourg il 20.8.1904, oltre che culturale e politico, è soprattutto quello di 'venire in aiuto ai compagni collaboratori, tutti in condizioni tristi'. Tra i 'compagni collaboratori' c'è il giovane socialista romagnolo Benito Mussolini, che nel corso del 1904 pubblica il primo testo della collana, L'Uomo e la Divinità. Contraddittorio avuto col pastore evangelista Alfredo Taglialatela la sera del 26 marzo 1904 alla "Maison du peuple" di Losanna, stampato però dalla Cooperativa tipografica sociale di Lugano. Nel corso dello stesso anno Piazzalunga affida a Mussolini anche la traduzione e le annotazioni al testo del terzo opuscoletto, A.-H. Malot, I ciarlatani neri, con prefazione di Maurice Allard, questa volta stampato a Ginevra dalla Tipografia Operaia. Tra questi due opuscoli si colloca il secondo numero della collana, un testo di Giacinto Menotti Serrati che, con lo pseudonimo di Ariste Tormenti, pubblica 'La Bibbia è immorale', stampato anche questo nel 1904 a Ginevra dalla Tipografia Operaia. Sono proprio Mussolini e Serrati i due socialisti italiani ai quali Piazzalunga si riferisce quando, scrivendo a Ghisleri per chiedergli di contribuire alla collana con un suo opuscolo, il 10.10.1904 gli scrive che "la Biblioteca Razionalista (è stata) creata col lodevole intento di venire in aiuto a due poveri perseguitati". É Piazzalunga che mette in contatto Ghisleri con Mussolini, il quale, prima di rientrare in Italia per il servizio militare, nel corso del 1904 esegue traduzioni dal francese per le iniziative ghisleriane del Libero Pensiero. La collana diretta da Piazzalunga viene rilevata nel 1905 da Luigi Molinari, che in quell'anno a Mantova pubblica il quarto e ultimo opuscolo, scritto da Benedetto Baglioni dell'università di Perugia, 'Repubblicani e cattolici. In risposta ad un articolo del prof. Alberto Giovannini, stampato dalla Tipografia della Università Popolare di Mantova con prefazione di G. M. Serrati'. Nel settembre 1906 Piazzalunga si reca a Milano per visitare l'Esposizione e salutare il fratello, trattenendosi una settimana prima di ripartire per Ginevra. Dal 22 al 26.9.1912 a Ginevra si tiene il XIX° Congrès universel de la Paix al quale partecipa anche Ghisleri, che in questa circostanza avrà l'ultimo incontro con Piazzalunga, dato che non sono conservate tracce o segni ulteriori della prosecuzione del loro rapporto. Da Ginevra mantiene un legame politico e sindacale con la sua città d'origine, dato che nel 1907 il nome di Piazzalunga figura nel comitato per il 1° maggio e, nel marzo 1915, è nominato componente della Commissione di controllo della CdL di Bergamo. Nello stesso 1915 è nominato presidente de 'La Nationale', società di cooperazione mutualistica fondata per sostenere le famiglie italiane e i loro componenti mobilitati per la guerra. Il 22.11.1915 chiede il passaporto per l'estero al Consolato d'Italia a Ginevra. Il 29.6.1918 il 'Département de Justice et Police' del Cantone di Ginevra chiede informazioni alla Direzione Generale di Ps a Roma e l'indirizzo esatto del domicilio bergamasco fino al 1897. Il suo nominativo è inserito in RF. Nel 1921 Luigi Piazzalunga, insieme a Eugène Debaud, fonda l'Imprimerie Commerciale, la cui sede è in rue de la Rôtisserie 7. Nel 1924 acquisisce la cittadinanza svizzera. In una nota informativa dell'11.8.1925 del ministero dell'Interno al prefetto di Bergamo, si dice che "da quattro anni egli gestisce una tipografia insieme a certo Sig. Debean in Ginevra rue de la Rotisserie 7". Alle autorità consolari italiane in Svizzera non risulta si occupi di politica. Tuttavia, in un rapporto della Questura di Bergamo inviato all'ufficio di Ps e ai carabinieri dell'area bergamasca, il suo nome risulta incluso in un elenco di antifascisti che, secondo le informazioni in possesso della polizia fascista, da diverse località della Svizzera si ritrovano a Ginevra per preparare un attentato contro Mussolini. Tra i nominativi coinvolti figurano quelli di Giuseppe Chiostergi, Dario Iapia, Angelo Zonca. Le indagini portano a coinvolgere anche la Questura di Bergamo in funzione investigativa, alla quale viene infatti assegnato l'incarico di ricostruire l'eventuale presenza a Bergamo di parenti di Piazzalunga che, potenzialmente, potrebbero aiutarlo. Il rapporto che ne deriva, stilato dall'agente Jacobazzi il 6.4.1928, esclude che Piazzalunga abbia ancora parenti a Bergamo, perché 'non ha parenti qui residenti né da parte della moglie perché questa è straniera, risulta solamente che ha avuto quattro figli, due che emigrarono col padre fin da piccini e che non si conosce dove attualmente si trovino, uno è morto da circa 25 anni, ed altro a nome Giovanni emigrò per Milano nell'aprile del 1898, e che da quell'epoca non ha più dato notizie di sé. Il Piazzalunga, essendo moltissimi anni che manca da Bergamo non ha quindi più amici ed è completamente sconosciuto da cittadini'. Facendo seguito al rapporto citato, per dimostrare solerzia ed efficacia nel proprio lavoro, il prefetto di Bergamo scrive al Ministero degli interni il 10.4.1928 chiedendo di inserire in RF i nomi di Piazzalunga e quelli di Luigi Gottini (di Battista, n. a Mologno il 18.12.1882, cfr. b. 50) e Giovanni Poli (fu Cesare, n. a Colzate il 22.4.1885, cfr. b. 82). A tale richiesta il Ministero risponde stizzito il 23.4.1928 scrivendo che Piazzalunga e Gottini sono già in RF e pertanto, 'ad evitare in avvenire inconvenienti del genere, si prega di impartire le opportune disposizioni affinché, in caso di nuove segnalazioni, sia per aggiunte che per revoche, venga sempre prima consultata la rubrica di frontiera'. Il 29.4.1929 il Ministero degli Interni informa il prefetto di Bergamo che, su segnalazione del Consolato italiano di Ginevra, Piazzalunga dimora a Ginevra ed è comproprietario con Eugéne Dubeau della Imprimerie Commerciale, rue de la Rotisserie 7, che da 5 anni è naturalizzato svizzero e che abita in avenue Pictet-de-Rochemont 25. Con telegramma del 16.5.1933 della Questura di Bergamo il suo nome viene radiato dalla RF e tutte le questure devono provvedere, ma tre giorni dopo, il 19.5.1933, la questura di Brindisi scrive a quella di Bergamo che "Puzzaluna Francesco non è iscritto sulla rubrica di frontiera. Rispondo al telegramma del 16 corrente numero 0102. Prego chiarimenti", mentre il 5.6.1933 la Questura di Fiume chiede di ripetere l'indicazione perché nella RF non hanno trovato il nome di Piazzalunga. Nel febbraio 1934 la Prefettura di Bergamo scrive che "non sembra esplichi più attività politica vera e propria pur essendo indubbio che continui a nutrire opinioni antifasciste e si tenga in relazione con elementi sovversivi". Fino al 28.12.1941, data dell'ultimo aggiornamento della sua scheda, le periodiche informative sul suo conto si limitano a rilevare che non c'è nulla da segnalare. Muore a Ginevra l'11.1.1943. Un figlio di Luigi Piazzalunga, Clément-Antoine, dal 1923 inizia l’apprendistato nella tipografia paterna, L’Imprimerie Commerciale Piazzalunga S.A., rue de la Rôtisserie. Clément-Antoine ha un figlio, Clément-Louis, che gli subentra nel 1982. (G. Mangini)
Familiari
Piazzalunga Giuseppe (padre)
Signorelli Rosa (madre)
Piazzalunga Giovanni Romano (fratello)
Luoghi di residenza
Bergamo Lombardia Italia via S. Lazzaro 24 (1966 - ) Ginevra Svizzera (1894/10/21 - 1943/01/11)
Sanzioni subite
arresto ( - 1894/08/21)
Il 1° mandamento della Pretura di Bergamo lo condanna a 17 giorni di arresto per grida sediziose, cioè per aver cantato l'inno dei lavoratori. Dopo il ricorso in appello, con sentenza del 21.8.1894 il Tribunale riduce la pena a 5 giorni, già scontati.
carcere (1894/11/14 - )
Il 14.11.1894 il tribunale di Bergamo lo condanna in contumacia a 75 giorni di reclusione e a 83 lire di multa 'per eccitamento all'odio col mezzo della stampa, in applicazione dell'art. 247 CP e 24 dell'editto 26 marzo 1848 sulla stampa'.
Relaz. con altri soggetti
Maironi Federico (socialista)
Ghisleri Arcangelo (repubblicano)
ASBg, Sovversivi
Davoglio Guglielmo (socialista)
Paladini Luigi (socialista)
Crippa Dante (socialista)
Gallavresi Emilio (socialista)
Serrati Giacinto Menotti (socialista)
Mussolini Benito (socialista, fascista)
Molinari Luigi (anarchico)
ACS, Cpc, b. 3337
In rubrica di frontiera
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Riferimenti bibliografici
Gelfi, Magni 1984
Bendotti, Bertacchi 1985
Pighizzini 1992
Gianni 2013
Mussolini 1904
Tormenti 1904
Malot 1904
Baglioni 1905