Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Lanciano (Ch) il 31.3.1878, dottore in legge, residente a Bergamo, antifascista, ha uno studio di consulenza legale. Dopo essere stato funzionario di Prefettura, viene esonerato dall’incarico e con sentenza del 21.11.1924 della Corte d’Assise di Brescia viene condannato a 10 mesi e 15 giorni di carcere e a 1400 lire di multa per concussione. Iscritto al Pnf dal 31.7.1933 presso la Federazione provinciale fascista di Bergamo, il 10.1.1939 viene condannato a 5 anni di confino a Luzzi (Cs) dalla Commissione Provinciale per il confino di polizia di Milano “per avere svolta attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali”. L’accusa è quella di avere, in concorso con altre persone (tra cui Enrico Bellini) di Milano, Treviglio e altre località, istruite nuove pratiche a favore di industriali che in un primo tempo erano state respinte presso il Ministero di Scambi e Valute e presso il Commissariato Generale Fabbricazioni di Guerra, allo scopo di ottenere permessi di importazioni o di assegnazioni di materiali contingentati, garantendo agli interessati di avere forti aderenze a Roma grazie alle quali avrebbero ottenuto i permessi richiesti e in un primo tempo negati, così da incassare guadagni significativi sotto forma di anticipi. La ricostruzione analitica e integrale della vicenda è contenuta nella relazione del questore di Milano, G. Laino, indirizzata il 2.1.1939 al prefetto del capoluogo lombardo. Prosciolto nell’autunno 1942 per il ventennale della marcia su Roma, Guerrieri torna a Bergamo in via Cesare Battisti 15 e trova lavoro a Reggio Emilia presso il cav. Bruto Monducci in via La Scaletta 2. Nel gennaio 1943 è rintracciato a Chiuduno (Bg) presso la famiglia di Giovanni Brevi. Nel fascicolo è conservata una sua foto in doppia posa. Nell’archivio della Polizia Politica, presso l’Archivio Centrale dello Stato, è conservato un fascicolo a suo nome (b. 644). Morto a Bergamo il 26.1.1955. (G. Mangini)