Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Presezzo (Bg) il 23.2.1888, antifascista, operaio edile. Partecipa alla prima guerra mondiale. Dal 1924 al 1926 è socio dell’Associazione Combattenti e Reduci, poi sciolta. Il 5.10.1927 i Cc di Bergamo riferiscono al questore che Perico quando beve diventa aggressivo, che è apertamente antifascista e che non perde occasione per manifestare le sue convinzioni, che risalgono almeno al 1921. Da quell’anno è venuto spesso alle mani con elementi fascisti. Una sera dell’agosto 1925, vedendo entrare in una trattoria di Presezzo il milite fascista Angelo Previtali, lo investe di male parole cercando di picchiarlo, impedito a ciò dai presenti. Pochi giorni dopo, nella stessa trattoria picchia violentemente il milite Arzuffi, che viene indicato a Perico da uno dei presenti, Lorenzo Foglieni. Da questo episodio nasce un odio profondo tra Arzuffi e Foglieni, che poco tempo dopo verrà aggredito e assassinato da Arzuffi a colpi di falcetto. Nello stesso 1925 Perico picchia un garzone di macelleria, fascista. Il 4.9.1927 litiga con i fascisti Angelo Previtali, già da lui affrontato nel 1925, e Giovanni Corna, che hanno la peggio. Nei suoi confronti, tuttavia, non sono mai stati presi provvedimenti perché nessuno lo ha mai denunciato. I Cc chiedono pertanto l’ammonizione nei confronti di Perico, che però da quel momento non ha più atteggiamenti aggressivi, non parla più male in pubblico del fascismo e dei fascisti, tanto che la richiesta di un’ammonizione da parte dei Cc viene ritirata, ma nel gennaio 1928 viene diffidato. In un rapporto del 27.11.1929 del questore di Bergamo Guarducci al procuratore del re, viene ricostruito un episodio accaduto la sera del 23.11.1929, con Perico, questa volta, involontario protagonista. In un locale pubblico di Presezzo due operai disoccupati, Battista Maffeis di 22 anni, e Luigi Cassia di 21 anni, non più iscritti al Pnf ma ancora militi della Mvsn, affrontano Perico senza motivo apparente ma probabilmente perché lo sanno antifascista, lo prendono a pugni gettandolo per terra. Per difendersi, Perico estrae un coltello e Maffeis, per disarmarlo, si ferisce ad una mano. I tre vengono separati e Perico rincasa, ma i due fascisti lo seguono e cercano di forzare la porta, lui fugge nell’orto saltando da una finestra, ma viene raggiunto e aggredito a bastonate. Ripreso il coltello, ferisce Maffeis al braccio destro e Cassia al petto. Arrestato, Perico si riserva la querela nei confronti dei due fascisti aggressori. Il questore conclude il suo rapporto al procuratore affermando che non ci sono ragioni politiche alla base dell’incidente, dovuto "all’indole prepotente dei due ex-fascisti". Il questore, con ordine del 2.1.1930, fa fermare Perico dai Cc il 3.1.1930 per "misure di ordine pubblico". Radiato nel 1933. (G. Mangini)