Profilo sintetico riassuntivo
Nato il 5.6.1886 a Bergamo, dove risiede in via Palazzolo 2, venditore ambulante di cartoline, poi negoziante, anarchico, sposato con figli. Anche il fratello Angelo Spiridione è compreso nell’elenco dei sovversivi bergamaschi (b. 54). Il Tribunale di Bergamo il 28.4.1906 e la Pretura di Vimercate il 17.9.19091909 gli infliggono ammende perché è venditore ambulante senza licenza. Il 19.9.1909, cioè due giorni dopo la seconda multa, i Cc di Bergamo segnalano alla Prefettura che Locatelli è un assiduo lettore di opuscoli sovversivi ed è anarchico, pur non dando luogo a rilievi di sorta. Nell’agosto 1914 è segnalato presente alle riunioni del Gruppo Libertario Bergamasco, mentre nell’ottobre successivo viene annotata la sua attività di ambulante nei paesi intorno a Bergamo per la vendita delle cartoline. Tra le carte conservate nel suo fascicolo c’è una nota manoscritta, senza data e redatta da un agente della Questura, che riferisce che Locatelli vive a Bergamo in via Sant' Alessandro 16 e lo suppone o in condizione di agiatezza propria, oppure in grado di attingere agli ipotetici fondi della sua ‘setta’ anarchica, perché si permette una spesa ‘superflua’ come una bicicletta, che in realtà gli serve per la sua attività di venditore ambulante. Nella nota Locatelli viene definito calmo e vigile, persona che ascolta attentamente i discorsi degli altri e non inizia mai per primo il discorso, ma se interpellato espone subito le sue teorie. Frequenta assiduamente la trattoria Dondera e alla domenica frequenta la trattoria ex-Marossi di via Osio, dove si reca accompagnato sempre da due amici, i cui nomi non vengono però indicati. É orgoglioso di essere anarchico tanto che, in passato, ‘in pubblico esercizio a Bergamo, fece l’apologia sul regicidio Bresci, portandolo con entusiasmo e chiamandolo un martire come chiama martire Oberdan e altri; è fermissimo nell’idea che l’anarchia un giorno e non tanto lontano abbia da governare’. Dai suoi compagni anarchici è considerato uomo ‘ponderante nelle cose’, legge la stampa anarchica che proviene dall’Italia e dall’estero. Secondo una nota redatta il 17.3.1928 dalla squadra politica della Questura, dal 1924 ha cessato di interessarsi di politica e vive in via Guglielmo d’Alzano 6 dove ha un negozio di cartoleria. Il 14.7.1930 il brigadiere Calanca della Questura esprime parere contrario alla radiazione di Locatelli dallo schedario dei sovversivi. Dato che non ne ha più ricevute dal 1914, il Cpc chiede sue notizie il 3.1.1931 e la Prefettura di Bergamo, rispondendo il 14.1.1931, esprime parere favorevole alla radiazione, appunto perché non è più attivo politicamente ed è del tutto dedito alla famiglia. Cpc, b. 2805, 1914-1931. (G. Mangini, R. Vittori)