Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Desenzano al Serio di Albino (Bg) il 18.11.1884, manovale, antifascista. Tra il 1905 e il 1939 subisce 13 procedimenti giudiziari in luoghi diversi (Bergamo, Lucerna, Como, Sondrio, Reggio Emilia, ancora Bergamo, Bassano del Grappa, Roma, ancora Bergamo) per ragioni diverse (lesioni personali, furto, truffa, danneggiamento volontario, oltraggio all’autorità, appropriazione indebita, alterazione biglietto ferroviario, ubriachezza). In particolare, il 28.1.1910 viene arrestato a Como per ‘questua vessatoria’, minacce e oltraggio agli agenti di Ps, offese al papa e al re (‘Siete porci voi, i preti, il papa e il re’) e per ubriachezza. L’intreccio tra comportamenti di marginalità/devianza sociale e sfoghi verbali, come quelli appena citati, contro le figure simbolo del potere, spiegano l’attenzione dell’apparato repressivo fascista nei confronti di Pegurri e la sua inclusione nell’elenco dei sovversivi. Nel febbraio 1939 è a Roma, borgata Fogaccia, in via Bocca 34 presso il cugino Pierino Moioli. Dall’1.3.1939 risiede a Torino in via Mondovì 33. Nel febbraio 1943 lavora a Pinerolo (To) presso lo stabilimento Gravite Elettro Valchisone. Il 15.4.1943 viene assunto dalla ditta ‘Cospe’ di Milano, via Pancaldo 11, che lo invia a Terni per un lavoro, ma già il 13.5.1943 si presenta alla direzione dell’azienda licenziandosi e tornando a casa sua ad Albino in via Manni 8. L’azienda però reagisce minacciando di denunciarlo al Tribunale Militare se non si dovesse presentare al lavoro, così nel giugno 1943 è costretto a ripresentarsi a Terni, dove riprende il lavoro di muratore nel cantiere di costruzione degli impianti della SAI che produce gomma sintetica. Il 5.2.1944 i Cc di Albino informano la Questura che Pegurri risiede ad Albino in via Manni 8 e lavora a Bergamo per le organizzazioni tedesche. Fascicolo al Cpc, 1910-1943. (G. Mangini)