Profilo sintetico riassuntivo
Nato e residente a Bergamo il 2.8.1879, verniciatore presso la Ferrovia Valle Brembana, antifascista. Nel periodo 1915-1919 viene descritto come ‘capeggiatore degli scioperi’ nel suo settore. In una nota interna alla Questura di Bergamo del 18.12.1933 è scritto: “tempo fa mosse delle accuse a carico di due dirigenti del Dopolavoro ferroviario, accuse che dopo una severa inchiesta da parte della Federazione riuscirono infondate. Chiamato in Federazione a presentare le scuse necessarie si rifiutò. Minacciato di essere denunziato alla R. Questura questi rispose ‘è meglio aver a che fare con la Questura che con voi’. Invitato, appena licenziato, di fare il saluto romano al Duce si spostò e fece il saluto romano a Corridoni che si trovava vicino al quadro del Duce. Preso per il collo dal Presidente del Dopolavoro, sig. Orciani, e portato di fronte al quadro del Duce, il Sirtoli, a malincuore, si decise a fare il saluto romano. Le accuse che avrebbe mosso il Sirtoli a carico dei dirigenti del Sindacato sarebbero che, alla fine della stagione invernale scorsa, si sarebbe venduta la legna rimasta intascandosi il ricavato per proprio conto. Il Sirtoli, a quanto assicura il capo stazione titolare della Valle Brembana, è un buon ed assiduo lavoratore, ma avverso al regime”. Il 20.12.1933 viene diffidato dalla Questura di Bergamo, per l’art. 166 delle leggi di Ps davanti al Commissario di Ps cav. Guido Masiero, per i suoi atteggiamenti verso il regime. (G. Mangini)