Cancellieri Ciro


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n. busta
24
n. fascicolo
719
Primo estremo
1923
Secondo estremo
1933
Cognome
Cancellieri
Nome
Ciro
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1890/11/21
Livello di istruzione
licenza tecnica
Professione
ferroviere consulente revisione trasporti
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Giulianova (Te) il 21.11.1890, dove il padre in quel momento lavora come impiegato ferroviario. Agli inizi degli anni Dieci, sempre per via del lavoro del padre, la famiglia si traferisce da Giulianova a Cassano d’Adda (Mi). A Cassano l’1.3.1915 Ciro Cancellieri si sposa con Teresita Zaffaroni (di Luigi e Giovannina Cairoli, n. a Guanzate, Como, nel 1890). Agli inizi degli anni Venti il padre lavora a Bergamo, dove ha aperto uno studio professionale per ‘Revisioni dei trasporti’. Ciro, dopo aver ottenuto la licenza tecnica nel 1905, entra a sua volta nell’impiego ferroviario come avventizio straordinario. Lavora prima a Como e poi a Colico (Co, oggi Lc), dove diviene capostazione. A Como entra nel Psi e nel sindacato dei ferrovieri, a Lecco aderisce alla CdL. A Colico risiede in via Vittorio Emanuele II n. 69, lavora come capostazione ferroviario ed è consigliere comunale dal 1920 fino agli inizi del 1923, quando il Consiglio viene sciolto. Tra i suoi interlocutori c’è anche il sarto comunista Bresciani di Sondrio. Per ritorsione verso la sua attività organizzativa, l’1.10.1922 viene degradato a sottocapo e il 14.6.1923 licenziato con il pretesto formale di ‘scarso rendimento’, formula utilizzata ogni volta che l’amministrazione ferroviaria intende allontanare gli elementi scomodi perché attivi sul piano sindacale e politico. Gli stessi fascisti locali intendono procedere contro di lui con una spedizione punitiva o, nel linguaggio della Questura di Como, “energiche misure nei suoi confronti”. Il 6.7.1923 il questore di Como informa quello di Bergamo che Cancellieri, “per la sua nefasta attività fu prima retrocesso a sottocapo, il 1° ottobre 1922, e poi licenziato il 14 giugno corrente anno, per scarso rendimento, contro il quale provvedimento ha inoltrato ricorso al Ministero. Benché licenziato e restato così disoccupato, e per quanto Colico e dintorni non gli offrisse la possibilità di una qualsiasi occupazione, il Cancellieri è rimasto sul posto, ed ha continuato a recarsi varie volte al giorno in stazione, senza che a ciò fosse indotto da un plausibile motivo, ed ha continuato ad andarvi anche dopo che il Capostazione Principale ne lo aveva diffidato, e suoi ex colleghi gli avevano fatto comprendere l’opportunità di allontanarsi. Alla stazione egli si abboccava col personale viaggiante, sul quale ha sempre avuto molte aderenze, e questo fatto aveva messo in sospetto ed allarmato oltre che i superiori, anche il Comandante della stazione dei CC.RR., i fascisti e gli altri benpensanti del luogo”. Il comportamento di Cancellieri, che si presenta con continuità, anche nei giorni successivi al suo licenziamento, alla stazione dove lavorava, apparentemente inspiegabile e perciò sospetto agli occhi della Questura, in realtà si spiega benissimo. Il fatto è che tra il giugno e il luglio 1923 a Colico è presente il leader socialista Giacinto Menotti Serrati (1872-1926), del quale Cancellieri diviene in quei giorni il principale interlocutore. Nel dicembre 1922 Serrati aveva partecipato ai lavori del IV Congresso del Comintern in rappresentanza del Psi insieme a Fabrizio Maffi e a Giuseppe Romita, e al suo rientro in Italia da Mosca era stato arrestato e incarcerato. La battaglia politica interna al Psi sulla linea da seguire, in quei mesi si stava svolgendo intorno ad un’alternativa cruciale, dato che si trattava di scegliere tra il rifiuto o l’accettazione della fusione con il Pcd’I (nato dalla scissione socialista di Livorno del 1921) e l’eventuale adesione al Comintern: la prima linea era quella di Nenni, la seconda quella di Serrati. E’ appunto questo il nodo politico del XX congresso del Psi, che si svolge a Milano dal 15 al 17 aprile 1923. Serrati però, come detto, in quel momento si trova in carcere e il congresso socialista sceglie la linea di Nenni. Rilasciato il 5.6.1923, anziché tornare direttamente nella lotta politica, Serrati si ritira per circa un mese sui monti sopra Colico, nella ‘Baita dei Rossi’, fino al 15.7.1923, per riflettere sulle scelte politiche che lo aspettano, mantenendo rapporti solo epistolari con i compagni che avevano condiviso fino a quel momento le sue scelte. E’ proprio Cancellieri, in quel mese tra giugno e luglio 1923, a farsi da tramite alla stazione di Colico per i contatti postali tra Serrati, in baita sui monti, e i suoi corrispondenti. Pochi giorni dopo, il 5.8.1923, l’abitazione di Cancellieri a Colico viene perquisita e vengono sequestrati i biglietti di viaggio gratuiti che, come dipendente delle ferrovie, aveva a sua disposizione. Il 6.8.1923 la Questura di Como lo diffida e gli impone il foglio di via obbligatorio per Bergamo, dove raggiunge la famiglia paterna in via Pignolo 37. Nel fascicolo è conservata la sua scheda segnaletica, realizzata il 7.8.1923 dalla Questura di Como al momento dell’arresto, che riporta le sue impronte digitali e il suo ritratto fotografico in doppia posa. Alla voce ‘Motivo dell’arresto’ è scritto: “Misure di P.S. pericoloso propagandista sovversivo”, mentre alla voce ‘Contegno’ l’indicazione è “Calmo”. Il vice-brigadiere Tito Calanca, della squadra politica della Questura di Bergamo, in una nota informativa del 22.8.1923 indirizzata al questore, scrive: “Dal tempo che il Ciro risiede a Bergamo, benché esponente accanito di idee sovversive, qui fa vita ritiratissima presso la famiglia ove lavora con il padre, dove ha aperto, nella stessa via e numero, uno studio per ‘Revisioni dei Trasporti’. Viene però vigilato attentamente e ogni suo allontanamento verrà riferito alla S.V. Ill.ma”. Cancellieri presenta ricorso contro il suo licenziamento, sostenuto in questo dallo stesso Psi. Infatti, nel fascicolo è conservata una cartolina postale del 25.9.1923, a lui indirizzata al nuovo indirizzo di Bergamo. Sulla cartolina compare l’intestazione a stampa ‘Partito Socialista Italiano – Comitato di difesa pro ferrovieri esonerati’ ed è firmata dall’on. Enrico Mastracchi, che scrive: “Carissimo, Vi comunichiamo che il vostro ricorso per la Corte dei Conti è stato notificato e depositato”. Lo stesso Mastracchi, su carta intestata ‘Camera dei Deputati’, il 6.12.1923 da Roma gli scrive che le spese per il ricorso sono aumentate da 200 a 270 lire. L’8.9.1924 il questore di Bergamo viene informato dagli uomini della squadra politica che Cancellieri, che nel frattempo ha cambiato recapito e vive in via Ghislandi, rimane delle sue idee politiche ma fa vita ritirata e si occupa solo dell’attività lavorativa insieme al padre. Il 30.4.1925 subisce una perquisizione domiciliare da parte dei vice-brigadieri specializzati Amedeo D’Ambrosio e Tito Calanca “perché ritenuto sospetto detentore di armi e documenti sovversivi”, senza esito. Una nuova perquisizione viene effettuata il successivo 21.9.1925, nel corso della quale vengono rinvenute nel tiretto di un comò della camera da letto, subito sequestrate e presenti nel fascicolo, le già citata lettera di Mastracchi e una cartolina dell’imprenditore socialista Osvaldo Cariboni. In quest’ultima c’è ancora un riferimento alla figura di Serrati, che nel 1924 era entrato nel Pcd’I: “Carissimo Ciro, incomincio a scriverti con una notizia che ti farà piacere: come tu sai qui abbiamo avuta fatta grazia, dai dittatori della rivoluzione fascista, della Università Proletaria che ha ragioni di vita quotidiana e principalmente domenicale. Torno in questo momento dal Castello Sforzesco in via Milano 45 dove ha parlato, dopo un viaggio in Russia, Serrati. Oltre 3000 persone si riunirono a sentirlo e la sala non ne conteneva altre, che già vi erano pigiate. Non mi dilungo a dirti cosa ha detto l’oratore, che, se Re Sole vorrà, lo leggerai sul giornale; ma rilevo che in pieno pomeriggio festivo, tremila credenti nel socialismo, che si radunano, nonostante la minaccia delle 48 ore, hanno il suo significato! prima dell’Era Nuova - Anno I°, la nostra Università godeva l’uso di un locale (Sala Affreschi) a piano terreno, dopo l’ascesa a Palazzo Marino degli attuali amministratori, fummo relegati, e fu già molto, in una galleria sotterranea... gli uditori aumentarono sempre più. Si dice, anzi, che sia buon segno: tutte le rivoluzioni nacquero in cantina!”. Dall’11.11.1926 Cancellieri si trasferisce da via Ghislandi a via Pignolo 37 in casa del padre, ma ormai da 4 mesi si è impiegato a Brescia presso la società Argon per la riscossione delle tasse ferroviarie. Tutti i giorni parte al mattino da Bergamo per Brescia, facendo ritorno alla sera. Il 12.8.1929 si trasferisce a Brescia con la famiglia. Nel 1933 risulta risiedere a Brescia in via Foscolo 2. Radiato nel 1933. Cpc, b. 994, 1923-1933. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Cancellieri Francesco (padre)
Pecci Pia (madre)
Zaffaroni Teresita (moglie)
di Luigi e Giovannina Cairoli, nata a Guanzate (Co) nel 1890.
Luoghi di residenza
Giulianova Molise Italia (1890/11/21 - ) Cassano d'Adda Lombardia Italia Como Lombardia Italia Lecco Lombardia Italia Colico Lombardia Italia via Vittorio Emanuele II, n. 69 ( - 1923) Bergamo Lombardia Italia via Pignolo 37, poi via Ghislandi (1923 - 1929) Brescia Lombardia Italia (1929 - )
Fatti notevoli
1923/06/14
Licenziato dal suo impiego di ferroviere per la sua attività sindacale.
1923, giugno - 1923, luglio
Dal giugno al luglio 1923 si fa da tramite a Colico per conto di Giacinto Menotti Serrati per l'inoltro e la ricezione della posta di quest'utlimo.
Sanzioni subite
perquisizione (1923/08/05 - )
Sequestrati i suoi biglietti omaggio come dipendente delle ferrovie.
perquisizione (1925/04/30 - )
perquisizione (1925/09/21 - )
Relaz. con altri soggetti
Serrati Giacinto Menotti (socialista)
ACS, Cpc, b. 4769, f. 189301
Mastracchi Enrico (socialista)
ACS, Cpc, b. 3144
Cariboni Osvaldo (socialista)
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
1933
Documentazione allegata
corrispondenza (lettera originale di O. Cariboni a Ciro Cancellieri del 4.1.1925) corrispondenza (cartolina postale del PSI - Comitato di difesa pro ferrovieri esonerati (25 settembre 1923)) cartellino segnaletico con fotografia biglietto dattiloscopico
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 994, Fascicolo