Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Livorno il 14.8.1884, antifascista. Il 5.3.1910 a Pisa si sposa con Adelaide Pozzi, detta Ippodamia. Alcuni giorni dopo, il 18.3.1910, si trasferisce a Mantova. É stato affiliato alla massoneria dal 1920 al 1923. Dopo aver lavorato a Mortara, viene trasferito d'ufficio a Bergamo nel 1925, abita in via Sant’Alessandro e lavora come ufficiale postale e telegrafico nella sede provinciale. Ha due figli, Corrado e Nello. Una segnalazione induce la Prefettura il 21.9.1927 a segnalare al questore che Taviani ha atteggiamenti di fortissima ostilità verso il regime fascista, influenzando in tal senso il personale d’ufficio. Le indagini della guardia di Ps Sante Jacobazzi fanno emergere che Taviani è apprezzato sul piano professionale ma che è stato richiamato dai superiori per il suo atteggiamento apertamente ostile al fascismo, trovando solidarietà nel collega antifascista Domenico Moni. Questi, “per la condotta ostile al regime”, viene licenziato nell’aprile 1928. Il 16.5.1928 anche Taviani viene ‘dispensato dal servizio’, cioè licenziato, per ordine del Ministero delle comunicazioni. Nel marzo 1929 abita a Bergamo in via L. Lotto 17 e da qualche mese è impiegato nella ditta Capponi, che a Bergamo, in via 28 ottobre 1, commercia tessuti e telerie all’ingrosso. Viene vigilato. Nel gennaio 1934 abita in via Quarenghi 30, nel 1936 in via Garibaldi 7, nel 1939, ormai pensionato, in via Camozzi 20. Nel giugno 1940, anche in considerazione della cattiva salute a causa della sua infermità agli arti inferiori, viene proposta la radiazione, ma nel luglio era ancora controllato. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. (G. Mangini, R. Vittori)