Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Schio (Vi) il 23.9.1894. Sposato con Jolanda Cocco, lavora prima come cameriere e poi come viaggiatore di commercio. Entra nel Psi nel 1915, partecipa alla prima guerra mondiale, nel corso della quale diviene caporalmaggiore del 223° Fanteria. Insieme ai siciliani Pietro Pizzuto e Umberto Fiore, nel 1917 viene condannato dal Tribunale Militare di Pradamano (Ud) a 15 anni di reclusione perché gli vengono sequestrati documenti di propaganda antimilitarista. Dopo la guerra fruisce dell'amnistia e nel 1920 risiede a Milano, in via San Michele sul Carso 110b. Attivo socialista massimalista, è redattore dell'«Avanti!», cura anche l'edizione dell'Almanacco Socialista Italiano del 1920. Collabora alla rivista «L'Internazionale». Segretario personale di Giacinto Menotti Serrati, a Pietrobelli sono rivolti gli sprezzanti commenti pubblicati da Antonio Gramsci su «Ordine Nuovo» nel corso del 1922, dove viene definito 'servitorello' di Serrati e 'chierichino' della redazione dell' «Avanti!». Nel numero del 18.3.1922 sulla rivista socialista «La Difesa delle lavoratrici» pubblica l'articolo 'Ai margini del movimento femminile socialista. Una lacuna da colmare', in cui stigmatizza la noncuranza dei socialisti nei confronti della questione femminile. Dal maggio all'agosto 1925 è in corrispondenza con Piero Gobetti. Tra il 1923 e il 1926 raccoglie materiale documentario per la cura di un libro di Giacinto Menotti Serrati, 'Il manuale del perfetto carcerato', che avrebbe dovuto essere pubblicato in Russia ma che la morte di Serrati il 10.5.1926 rende impossibile. Il libro viene stampato per la prima volta solo nel 2012 nella rivista «Storiografia» e in un volume a sé stante nel 2016 dall’editore Castelvecchi di Roma. Nel luglio 1926 si trasferisce a Como, dove è segnalato come comunista, ma su di lui non vi sono rilievi. Dal 20.9.1928 è a Bergamo in via Fantoni 30, ma neanche in questo caso vi sono segnalazioni di polizia. Nel febbraio 1931 si trasferisce da Bergamo a Livorno in via degli Acquedotti 5, dove lavora come agente generale della ditta di macchine da scrivere Underwood. In seguito risiede a Pisa. Una sua lettera del novembre 1931 è diretta all'anarchico Mario Giuseppe Spiga, di Emanuele, residente a Milano in via Torino 21. Cpc, b. 3967, 1932-1941. (G. Mangini)