Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Paladina (Bg) il 21.4.1892. Ordinato sacerdote nel Seminario Vescovile di Bergamo nel 1919 diviene vice-rettore al Collegio di Celana (Bg), nel 1922 è vice-rettore del Collegio Vescovile San Defendente di Romano di Lombardia (Bg). Nel 1923 è a Curno (Bg) come coadiutore parrocchiale e nel 1924 è parroco ad Albino (Bg). Trasferitosi a Vicobellignano (Cr) nel 1925, abiura il cattolicesimo e aderisce al protestantesimo, tanto da essere nominato pastore evangelico. Si iscrive al Pnf, dimostrandosi un fervente fascista. Nel 1926 si trasferisce a Roma, dove apre un negozio di cappelleria e merceria e conosce Errico Malatesta. In seguito a questo incontro aderisce al comunismo anarchico e per questo viene espulso sia dal Pnf che dalla chiesa evangelica. Tra la seconda metà degli anni Venti e i primi anni Trenta lavora come venditore ambulante di Bibbie per conto della libreria ‘Sacre Scritture’ della Società Biblica Britannica, ma nel 1934 la Questura di Terni gli ritira la licenza perché, approfittando del suo lavoro, svolge propaganda anticattolica. Dopo un’altra crisi di coscienza, passa ai pentecostali pur mantenendosi anarchico. Nel 1936 pubblica il libro 'L'unitarismo cristiano nella lettera di San Paolo agli Efesini' (Trieste, Tip. Leghissa). Nell’agosto 1938 invia a Mussolini un esposto in cui, dichiarandosi vittima del fisco, grazie al suo lavoro dice di aver potuto conoscere molte zone del paese e di aver raccolto molte osservazioni sulla situazione politico-economica generale, suggerendo al duce un programma di riforme sociali improntate a teorie e concetti comunisti e anarchici, i soli in grado di "trasformare le pecore in uomini coscienti". A Roma, in data imprecisata, si sposa con Italia Bellincampi. Nel ricostruire il suo profilo qui sopra delineato e indirizzato al Cpc e alla Questura di Bergamo, il questore di Roma conclude la nota informativa scrivendo che “il Micheletti è un esaltato, capace di fare aperta propaganda delle sue idee e quindi nocivo e pericoloso sul quale si reputa necessario esercitare una rigorosa vigilanza”. Nel giugno 1940 parte da Roma dirigendosi a Milano. E' segnalato a Bergamo la sera del 16.8.1941, quando prende alloggio all’albergo Cappello d’Oro, da dove riparte l’indomani mattina 17.8.1941 alla volta di Roma. Dal maggio 1942 e per il periodo del secondo dopoguerra risiede a Milano. Muore a Villa d'Adda (Bg) all'Istituto San Giuseppe per anziani il 20.3.1976. Cpc, b. 3264, 1927-1942. ACS, PP, b. 833. (G. Mangini)