Profilo sintetico riassuntivo
Nato a San Paolo d’Argon (Bg) il 19.9.1905, manovale, sposato il 25.4.1931con Pierina Carola Belloli, dalla quale ha 4 figli, sovversivo. Domenica 14.11.1937, ubriaco, in un’osteria di San Paolo d’Argon canta ‘Bandiera rossa’. Informati dell’accaduto da Carmela Lorenzi, titolare dell’osteria, e dal marito Andrea Arici, il 17.11.1937 i Cc lo arrestano e lo portano nelle carceri di Bergamo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Oltre ai titolari del locale, solo uno dei 15 avventori presenti, Giovanni Bronzini di Pietro, afferma di aver udito il canto di ‘Bandiera rossa’, aggiungendo che Pellegrinelli ha lacerato una banconota da 50 o 1000 lire esclamando "Viva il socialismo, viva Lenin". Interrogato il giorno dopo, non ricorda nemmeno di essere stato nel locale. Agli occhi della polizia fascista l’episodio risulta incomprensibile, dato che Pellegrinelli ha in corso la domanda per l’iscrizione al Pnf e quella per l’arruolamento nelle fila del contingente militare fascista in Spagna. In precedenza, un suo fratello era morto in Aoi dove si trovava come legionario, lui stesso vi è stato come lavoratore volontario per un anno e mezzo, si è ammalato ed è dovuto rientrare. Per la Questura la spiegazione del suo comportamento è l’alcool, che ha cominciato a bere la domenica mattina a Tagliuno, dove Pellegrinelli si era recato in visita ad un amico conosciuto in Africa. Dopo il pranzo a casa dell’amico, nel tornare verso casa sua si ferma in alcuni locali pubblici fino a quello di San Paolo d’Argon, dove entra ordinando un litro di vino. Il 19.11.1937, il presidente De Cobelli dell’‘Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra – Sezione Provinciale di Bergamo - via Carlo Delcroix n. 5 Casa del Mutilato’, scrive al questore di Bergamo in favore di Pellegrinelli. (G. Mangini)