Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 16.8.1884, dove risiede in via dei Mille 2, poi negli anni Trenta in via IV Novembre 15, ragioniere, sposato il 3.4.1910 con Emma Pelucchi a Palazzolo sull’Oglio, rappresentante di macchine per la lavorazione della pasta alle dipendenze della ditta Meli di Bergamo di via Moroni 85. Socialista unitario, abbonato al giornale «La Giustizia», il 4.1.1925 subisce una perquisizione domiciliare da parte del vice-brigadiere Luigi Pistone e dell’appuntato Giovanni Patani, in seguito alla quale vengono sequestrati alcuni opuscoli di natura politica. Nello stesso anno, in seguito all’attentato contro Mussolini, il 6.11.1925 subisce una nuova perquisizione personale e domiciliare, in seguito alla quale vengono sequestrati, oltre alla tessera personale con fotografia dello stesso Gavazzeni, anche numerosi opuscoli. Il 20.12.1926 viene diffidato Arturo Antonio Gavazzeni, ma si tratta di un errore di persona, dato che il vero destinatario della diffida è appunto Roberto Gavazzeni, che viene diffidato il 15.1.1927 dopo la scoperta dell’errore e la revoca della diffida all’altro Gavazzeni. Il 17.6.1930 chiede alla Questura il rilascio del passaporto per Francia, Svizzera e Spagna per motivi di lavoro, legati al suo ruolo di rappresentante di commercio. Secondo una nota interna alla Questura redatta il 25.7.1933 dalla guardia di Ps Sante Jacobazzi, Gavazzeni non dà luogo a rilievi politici, ma mantiene sempre le sue posizioni, “tanto che ha fatto divieto assoluto ai propri figli di iscriversi alle avanguardie giovanili fasciste”. Radiato il 23.7.1942. Cpc, b. 2317, 1930-1942. (L. Citerio, R. Vittori)