Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Casirate d’Adda (Bg) il 20.6.1905, residente a Milano in via Marco Aurelio 8, operaio, antifascista. Il 12.11.1938 la Commissione Provinciale per il confino di polizia di Milano gli infligge l’ammonizione “per avere dimostrato di professare sentimenti antifascisti”. Le motivazioni dell’ammonizione sono contenute nella denuncia inviata il 4.11.1938 da G. Laino, questore di Milano, al presidente della Commissione Provinciale, nella quale viene ricostruito un episodio avvenuto alla fine del settembre 1938 nelle officine dell’Alfa Romeo, sede di lavoro di Castelli. Questi, sentendosi salutato dall’operaio Paolo Oldrati (di Giuseppe, nato a Turbigo il 13.12.1898, iscritto al Pnf) con la frase «Camerata come va?», risponde dicendo «Vai a dare via il culo te e tutti i tuoi camerati d’Italia». Rimproverato da Oldrati, Castelli ribatte dicendo «Dammi il tuo nome che, se non ti pago nel 1938, ti pagherò nel 1948, quando comanderemo noi». Un altro operaio, Gaetano Locatelli (nato a Lodi il 10.9.1911, residente a Codogno), informa il fascista Oldrati che Castelli, in un’altra circostanza, commentando i discorsi di Mussolini, avrebbe detto: «quello lì fa dei discorsi perché ha paura e fa un bluff». Anche l’operaio Luigi Galluzzi (nato a Travo, in provincia di Pavia, il 2.10.1888) conferma le parole di Oldrati, che denuncia Castelli all’U.P.I. della 24a Legione Mvsn e alla Questura di Milano. Nella sua relazione alla Commissione Provinciale, il questore Laino, dopo aver ricostruito l’insieme delle testimonianze, a proposito di Castelli aggiunge che “è di scarsa capacità intellettuale, non ha precedenti sfavorevoli e non aveva finora dato luogo a rilievi con i suoi atteggiamenti politici. Celibe, convive con i genitori inabili al lavoro di cui provvede al sostentamento. Ha prestato servizio militare per sei mesi – ferma ridotta – quale figlio unico, nel I° Gruppo Artiglieria Contraerea. É immune da pregiudizi penali. Poiché il predetto, con le manifestazioni poste in atto, ha rivelato la capacità di abbandonarsi ad inconsulte indisciplinate reazioni verbali, nonché di nutrire sentimenti antifascisti lo propongo all’E.V. per l’ammonizione”. Come detto, la proposta è accolta. Nella circostanza dell’ammonizione, dagli organi di polizia viene realizzata una sua fotografia in doppia posa, di cui sono conservate due copie nel fascicolo. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)