Marchesi Federico

n. busta
67
n. fascicolo
2019
Primo estremo
1939
Secondo estremo
1942
Cognome
Marchesi
Nome
Federico
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1887/02/03
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
operaio
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Scanzorosciate (Bg) il 3.2.1887, sospetto politico, sposato con figli, risiede a Sanzorosciate in via Maggiore 4. Dopo aver lavorato a lungo in Francia, rientra nel 1935, forse per il suo rifiuto di far acquisire la cittadinanza francese ai figli come condizione per continuare a lavorare. Lavora come operaio presso la società OMBA - Officine Metallurgiche Bergamasche Anonima di via Serassi 14 a Bergamo. Il 20.4.1939 si rifiuta di partecipare al corteo per l’anniversario del Natale di Roma. Per questo motivo, 3 suoi colleghi di lavoro il giorno stesso lo denunciano alla Questura di Bergamo redigendo e firmando quello che, nell’oggetto della loro denuncia, definiscono ‘verbale informativo di Marchesi Federico’, dattiloscritto ma non su carta intestata dell’azienda, bensì in carta libera: “Oggi 20 aprile 1939 XVII°, alle ore 17 circa, in Bergamo e precisamente in via Serassi, 14, noi sottoscritti, Ceserani Rosanno, Guardia Giurata, Umberto Elia, Capo controllo e Lussana Pietro, elettricista, tutti addetti alle Officine Metallurgiche Bergamasche Anonima, sede in via Serassi 14 Bergamo, abbiamo redatto il presente verbale contro la persona in oggetto, operaio della ditta Soc. O.M.B.A. Invitato dalla Direzione, mediante Ordine di Servizio esposto in portineria, per tutti gli operai non iscritti al P.N.F., di trovarsi in officina alle ore 8.45 del giorno 21 corr. Mese, per prendere parte alla Cerimonia del Natale di Roma, ed invitato anche personalmente dal Guardiano Ceserani di trovarsi all’ora suddetta, il Marchesi rispondeva: «Io al corteo non ci vengo» (questa frase veniva ripetuta più volte con molta arroganza). Invitato a ben riflettere su quello che diceva, ripeteva «Ha capito, io al Corteo non ci vengo, vadano i Fascisti» (questa frase veniva pronunziata in presenza di Lussana e Ceserani). «Mi importa poco anche se non mi pagano la giornata. Io sono sempre stato coi francesi (questa frase è stata pronunciata in presenza di Elia e Ceserani). Al corteo se vengo, vengo di mia spontanea volontà, ma non perché mi obbligate voi». Di tutto quanto sopra facciamo presente a chi di dovere. Fatto, letto e sottoscritto, in fede, Ceserani Rosanno, Guardia G. Lussana Pietro Elia Umberto”. I tre firmatari della denuncia non si limitano però ad informare la Questura di Bergamo, ma si rivolgono anche al ‘Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra – IIa Delegazione Interprovinciale (Ufficio della 2a Zona Osservatori Industriali’) di via Carlo Alberto 9 a Milano che, non sapendo che nel frattempo la Questura di Bergamo è già a conoscenza del fatto, il 26.4.1939, a firma del colonnello capo delegazione Ing. Alessandro Giannelli, si rivolge a sua volta alla Questura di Bergamo, informando sulla vicenda di Marchesi: “Informo di quanto sopra, con preghiera di voler praticare accertamenti al riguardo e comunicare l’esito. Gradirò nel contempo di conoscere, coi precedenti politici e penali dell’operaio, il parere di cotesta R. Questura sull’opportunità o meno del suo licenziamento”. La Questura di Bergamo, tuttavia, in virtù della denuncia dei colleghi di lavoro ha già provveduto agli accertamenti richiesti dal Commissariato Generale per le fabbricazioni di Guerra, interrogando i testimoni e lo stesso Marchesi. Questi ammette di aver detto che si rifiutava di partecipare al corteo fascista perché, come scrive il 2.5.1939 il questore di Bergamo al Commissariato generale di Milano nel rapporto conclusivo della breve inchiesta, “un po’ esasperato per la pochezza del salario settimanale percepito e perché indispettito per il tono imperativo del Ceserani. Nel mattino del 21 però egli si presentò puntualmente alle ore 8 allo stabilimento per prendere parte al corteo, ma ne fu impedito dai dirigenti che gli ordinarono di trattenersi in portineria. Oltre al rifiuto di partecipare al corteo, si addebita al Marchesi la frase: “Io sono sempre stato coi francesi” – come se volesse con essa implicitamente affermare la sua ostilità al Regime Fascista. Egli ha dichiarato di non ricordarsi di aver profferito tali parole e ha aggiunto che, se anche nella eccitazione della discussione le avesse pronunziate, non intendeva dar loro un cattivo significato. Dato il modo prepotente del Ceserani, volle osservare a costui che non ne subiva le imposizioni, perché abituato in Francia a fare la propria volontà”. In considerazione del comportamento corretto sempre tenuto da Marchesi e del fatto di essere rientrato dalla Francia per non subire il ricatto della continuità dl lavoro a condizione di attribuire ai suoi figli la cittadinanza francese, il questore conclude che “non ci sia motivo di licenziamento”, informando infine che Marchesi è stato diffidato alla fine di aprile 1939. Il 16.2.1941 i Cc di Seriate, su richiesta del 4.2.1941 della Questura, esprimono parere favorevole alla radiazione di Marchesi dallo schedario dei sovversivi perché “in questi ultimi tempi ha sempre mantenuto buona condotta ed in linea politica non ha dato adito a rilievi. Non è inscritto al Pnf. Si dimostra ossequiente con le autorità locali per cui si presume siasi ravveduto”. Marchesi tuttavia non viene radiato. Analoga situazione si verifica l’anno dopo: il 28.5.1942 la Questura richiede un parere e i Cc di Seriate il 4.6.1942 rispondono che Marchesi “nell’ambiente fascista del luogo è tenuto d’occhio. Non è socievole, di carattere chiuso. Non si reputa opportuno addivenire alla sua radiazione dal novero dei sovversivi”. (G. Mangini)
Familiari
Marchesi Luigi (padre)
Nato nel 1860, contadino.
Savoldi Eufrosina (madre)
Marchesi Giovanni Battista Federico (fratello)
Nato a Scanzo il 6.12.1884.
Marchesi Giacomo Innocnte (fratello)
Nato a Scanzo il 24.11.1887.
Marchesi Giacomo Innocente Francesco (fratello)
Nato a Scanzo il 19.5.1889.
Marchesi Maria Benvenuta (sorella)
Nata a Scanzo il 12.10.1890.
Marchesi Alessio Silvestro (fratello)
Nato a Scanzo il 19.6.1895.
Luoghi di residenza
Scanzorosciate Lombardia Italia via Maggiore 4 Francia ( - 1935) Scanzorosciate Lombardia Italia via Maggiore 4 (1935 - )
Fatti notevoli
1939 - 1939
Nell'aprile 1939 si rifiuta di partecipare al corteo per l’anniversario del Natale di Roma, perciò viene diffidato;
Sanzioni subite
diffida (1939 - 1939)
Diffidato nel 1939
Relaz. con altri soggetti
Ceserani Rosanno (fascista)
Elia Umberto (fascista)
Lussana Pietro (fascista)
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no