Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Castione della Presolana (Bg) il 18.7.1915, dove è residente, anche se lavora come operaio presso gli stabilimenti di Dalmine. La sera del 26.8.1939 a Castione della Presolana il locale segretario del Comune nonché segretario locale del Pnf, dott. Paolo Canu, organizza una festa danzante ad invito per i villeggianti presso il Dopolavoro di Castione. Un gruppo di residenti a Castione, dopo aver passato la serata a bere in un altro locale, si reca presso il Dopolavoro e uno del gruppo, il militare richiamato Bortolo Canova, vi entra per partecipare alla festa danzante. Canu lo butta fuori e il gruppo degli amici di Canova, guidato da Giovanni Angelo Sozzi e comprendente, oltre a Sozzi e Canova, anche Leone Canova, Costantino Ferrari, Antonio Ferrari (di Valentino e Giacomina Tommasoni, n. il 14.11.1907, ambulante, sposato con figli) e, appunto, Tommaso Medici, entra di forza nel locale per protestare contro l’esclusione di Canova e dopo aver ancora bevuto in un altro locale del Dopolavoro si allontanano. Poi, verso le 2 della notte del 27 agosto, il gruppo si reca presso l’abitazione di Canu gridando “Abbasso il segretario del fascio! Abbasso i fascisti! Vieni fuori vigliacco”. Inoltre, due passanti, Paolo Maurizio Armanni (di Alessandro) e Pietro Prospero Armanni (di Giovanni) testimoniano che Sozzi, mentre il gruppo si allontanava, avrebbe gridato anche “Viva Lenin”. Denunciato l’episodio ai Cc, tutti gli accusati vengono interrogati, soprattutto Sozzi. Tutti ammettono l’episodio e le grida ostili a Canu, ma Sozzi nega di aver gridato “Viva Lenin” e di aver lanciato pietre contro la casa di Canu. Tutti i componenti del gruppo vengono denunciati alla Commissione Provinciale per il confino di polizia e la Questura propone il confino per Sozzi e l’ammonizione per tutti gli altri, mentre per Medici, iscritto al Pnf, viene ritirata la tessera e dopo poche settimane viene richiamato alle armi e incorporato nel 5° reggimento Alpini di stanza ad Aosta, pertanto un eventuale provvedimento nei suoi confronti viene sospeso. Il 6.10.1939 il Ministero dell’Interno autorizza la Commissione Provinciale a procedere contro il gruppo di Castione secondo la proposta della Questura. (G. Mangini)