Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Comun Nuovo (Bg) il 18.10.1910, dove lavora come operaio. Come suo padre, aderisce al partito popolare. Alle 23 del 3.8.1930, insieme ai all’amico Antonio Pesenti e al cugino Angelo Pasta, a loro volta operai e antifascisti, per strada a Comun Nuovo incontrano il milite fascista della Mvsn ‘Garibaldina’ Camillo Ancora che rientra a casa, non in divisa né in servizio, e lo insultano. Alle rimostranze di Ancora, i tre minacciano di aggredirlo, allora il fascista spara un colpo di rivoltella per aria, mettendo in fuga i tre. C’è tuttavia un precedente di tale episodio, ricostruito dai Cc di Bergamo per la Questura il 29.8.1930, che coinvolge la famiglia Gandolfi e il fascista Camillo Ancora. Quest’ultimo, nel 1922, insieme ad altri fascisti bastona un comunista nei pressi dell’abitazione dei Gandolfi, “allorché una figlia a nome Teresa ammalata di tifo affacciatasi all’uscio credendo che il malcapitato fosse uno dei suoi fratelli, ne subì spavento ed aggravamento della malattia da morirne. Tale episodio ingenerò nel Gandolfi un odio per i fascisti”. Tuttavia, dal 1925 al 1928 Gandolfi fa parte delle organizzazioni giovanili fasciste come avanguardista, iscritto al Pnf dal febbraio al dicembre 1928, ma poi, per volontà della madre, non rinnova l’iscrizione. I Cc denunciano i tre amici per l’episodio dell’agosto 1930 e per Gandolfi propongono la diffida. Il Pretore di Treviglio, tuttavia, assolve i tre per inesistenza di reato, mentre condanna Camillo Ancora a tre mesi e cinque giorni di carcere e all’ammenda di 600 lire per lesioni e porto d’armi abusivo. Radiato l’1.08.1933. Nel fascicolo sono conservate tre copie di una sua fotografia in doppia posa, scattata dalla Questura di Bergamo nell’agosto 1930. (L. Citerio, R. Vittori)