Remondini Alessandro Alfonso Raffaele


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n. busta
96
n. fascicolo
2911
Primo estremo
1925
Secondo estremo
1941
Cognome
Remondini
Nome
Alessandro
Altri nomi
Alfonso Raffaele
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1889/05/31
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
operaio metallurgico
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 31.5.1889, operaio, comunista. Sposato a Bergamo, poi separato, ha una figlia nata nel 1913. Il 7.2.1921 il tribunale di Bergamo lo condanna a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per furto. Prima del 1926 è fiduciario della cellula comunista allo stabilimento metallurgico Tempini di Brescia. Nel novembre 1926 viene denunciato come elemento pericoloso per l'ordine nazionale alla Commissione Provinciale di Brescia per il confino di polizia, che il 30.11.1926 lo ammonisce. Contro il provvedimento presenta ricorso e, in un'ulteriore seduta della Commissione Provinciale del 2.7.1927, viene condizionalmente prosciolto dall'ammonizione ma, come sospetto politico, viene munito di carta d'identità obbligatoria. Nell'agosto 1929 lavora come operaio ancora presso lo stabilimento metallurgico Tempini di Brescia e risiede in via X Giornate 18. Nell'ottobre 1939, sempre a Brescia, lavora come operaio presso lo stabilimento metallurgico Falck. Nell'agosto 1941 lavora come elettricista allo stabilimento ausiliario 'Acciaierie e tubificio bresciano' di Brescia, dove vive in via Pastrengo 5. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa. Cpc, b. 4274, 1929-1941. (G. Mangini)
Familiari
Remondini Giuseppe (padre)
Zenti Laurina (madre)
Luoghi di residenza
Bergamo Lombardia Italia (1889 - ?) Brescia Lombardia Italia via X giornate 18 (? - ?)
Fatti notevoli
Prima del 1926 è fiduciario della cellula comunista allo stabilimento metallurgico Tempini di Brescia.
Sanzioni subite
ammonizione ( - )
Nel novembre 1926 viene denunciato come elemento pericoloso per l'ordine nazionale alla Commissione provinciale di Brescia per il confino di polizia, che il 30.11.1926 lo ammonisce. Contro il provvedimento presenta ricorso e, in un'ulteriore seduta della Commissione provinciale del 2.7.1927, viene condizionalmente prosciolto dall'ammonizione ma, come sospetto politico, viene munito di carta d'identità obbligatoria.
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata
fotografie scattate dagli organi di polizia
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta 4274, Fascicolo