Milani Giuseppe

n. busta
72
n. fascicolo
2168
Primo estremo
1925
Secondo estremo
1930
Cognome
Milani
Nome
Giuseppe
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1901/01/13
Professione
commesso
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 13.1.1901, fattorino alla Banca Nazionale di Credito di Bergamo, poi operaio meccanico, domiciliato a Longuelo in Casa Scotti, comunista. Il suo nome come componente delle cellule rionali d’agitazione del Pci figura in un documento sequestrato nell’estate 1925 in casa del comunista Battista Bonomi, insieme a quello di Camillo Zambelli (fu Vittorio e Virginia Albini, n. Bergamo il 18.11.1902, lucidatore, domiciliato a Bergamo via Longuelo 5) e a quello di Giuseppe Giacomo Limonta. Il questore di Bergamo scrive ai Cc il 10.7.1925, chiedendo informazioni su Milani. Il 22.7.1925 i Cc di Bergamo rispondono che Milani “risulta di buona condotta morale, senza precedenti né pendenze penali. Ha sempre manifestato idee comuniste ed ebbe qualche anno fa delle contese con fascisti del luogo per competizioni politiche. Da circa un anno però si mantiene estraneo ad ogni competizione politica e non è inscritto ad alcun partito”. In realtà è iscritto al Pci, dal quale però il 16.10.1925 viene espulso per ‘inattività’. Dal ritrovamento in casa di Bonomi della lista di nomi dei militanti deriva una serie di perquisizioni domiciliari, come quella effettuata dai Cc di Bergamo Alta il 19.3.1926 appunto in casa di Milani e in quella di Zambelli, senza esito, e come quella in casa di Limonta, anche questa senza esito. Il nominativo di Zambelli, però, non è inserito tra quelli dei sovversivi della provincia di Bergamo. La Questura di Bergamo il 19.3.1928 scrive all’ufficio di Ps di Città Alta per avere informazioni su Milani, ma il commissario di Ps di Città Alta risponde il 22.3.1928 che "la frazione Longuelo non appartiene a questo territorio”. Così, la Questura si rivolge ai Cc il 25.3.1928, che rispondono con il rapporto del 3.4.1928 del capitano Armando Calabrò, il quale scrive che Milani “‘è di idee sovversive, che talvolta, in istato di ebbrezza, per eccessive libazioni, manifesta, dando così motivo a richiami da parte di elementi nazionali che più che altro lo compatiscono dato che lo ritengono individuo suggestionabile affatto pericoloso”. Radiato nell’agosto 1930. ACS, Polizia Politica, b. 839, fasc. 39. (G. Mangini)
Familiari
Milani Giovanni (padre)
Sarti Domenica (madre)
Luoghi di residenza
Bergamo Lombardia Italia Longuelo
Fatti notevoli
1925 - 1925
Nel 1925 il suo nome figura in un documento, sequestrato in casa del comunista Battista Bonomi, come componente delle cellule rionali d’agitazione del Pci.
1925/10/16 - 1925/10/16
Il 16.10.1925 viene espulso dal PCI per ‘inattività’,
Relaz. con altri soggetti
Bonomi Battista (comunista)
ASBg, Sovversivi
Zambelli Camillo
Limonta Giuseppe Giacomo (comunista)
ASBg, Sovversivi
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
1930
Altre fonti archivistiche
(ACS, PP) Archivio centrale dello Stato (Roma), Polizia Politica
Busta 839, Fascicolo 39