Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Casnigo (Bg) il 11.1.1914, contadino, antifascista. Ha un fratello, Pietro, e una sorella, Rosa. Sulla sua scheda biografica, inaugurata il 19.4.1935, la prima annotazione è la seguente: “Non gode buona reputazione in linea politica: egli nel 1932 fu espulso dal fascio Giovanile per indegnità, perché ribelle ad ogni autorità gerarchica e di scarsa comprensione fascista”. Disapprova pubblicamente la campagna d’Africa affermando che “se lo avessero richiamato per l’Africa orientale, si sarebbe dato disertore”. Viene condannato al confino per un anno nell’aprile 1935 perché il 23.3.1935 spara una fucilata a Casnigo sull’emblema del fascio prima di una manifestazione fascista. Giunge a Miglionico (Mt) il 9.5.1935. Prosciolto il 23.3.1936, appena rientrato viene mandato sotto le armi al 77° reggimento fanteria ‘Lupi di Toscana’ di stanza a Brescia, per sottostare alla ferma breve di 3 mesi. L’8.6.1936 dal Tribunale di Bergamo viene assolto dall’accusa di furto e associazione a delinquere per insufficienza di prove. Il 21.9.1936 Mignani scrive una lettera autografa al questore di Bergamo, conservata in originale nel fascicolo, per ringraziarlo dell’aiuto ricevuto nel recuperare la somma della diaria che ancora gli era dovuta in quanto confinato. Il 17.11.1936 la Pretura di Gandino lo condanna a 5 giorni di carcere, 700 lire di multa e sequestro di fucile per contravvenzione alla legge sulla caccia. In seguito non ci sono più segnalazioni sul suo conto. Il 20.11.1940 viene richiamato a Brescia sotto le armi. Non ha mai fatto domanda d’iscrizione al Pnf. Morto il 28.10.1942 a Casnigo per infortunio sul lavoro. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa scattata il 19.4.1935, collocata sulla carta d’identità obbligatoria insieme alle sue impronte digitali. Cpc, b. 3278, 1935-1942, scheda biografica. (G. Mangini)