Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Treviolo (Bg) il 9.2.1879, residente con la famiglia prima a Curno (Bg) e poi ad Albino (Bg), minatore, anarchico (compreso nella 2a categoria di persone da arrestare in determinate circostanze). Dal 1919 vive in Francia, ad Audincourt (dipartimento Doubs, regione Borgogna-Franca Contea) in rue de Seloncourt 14. Il 24.11.1929 il Consolato italiano di Digione lo segnala al Ministero dell’Interno e al prefetto di Bergamo usando una formula contraddittoria, quella di “anarchico tesserato”, confondendolo inoltre con un altro Gamba, Giacomo (b. 44) che ha con sé 4 figli adulti, mentre il Gamba in questione ha soltanto una figlia sposata a Treviolo (Bg). L’equivoco si risolve solo nel 1931. Intanto, il 21.12.1929 il Tribunale di Besançon lo condanna a 3 mesi di carcere per violenza e ribellione, ma in realtà per aver preso parte ad uno sciopero. Scontata la sentenza, viene espulso dalla Francia per attività politica. Entrato in Belgio, viene respinto perché senza documenti. Si reca allora in Lussemburgo e l’1.3.1931, ad Esch-sur-Alzette, partecipa ad una manifestazione organizzata dal partito comunista. Rimasto senza lavoro, si presenta al Consolato del Lussemburgo chiedendo di rientrare in Italia perché non sa più dove andare. Al suo rientro, il 9.7.1931 viene interrogato in Questura a Bergamo dal commissario di Ps Guido Masiero, ricostruisce la sua esperienza e segnala il fatto di essere stato confuso con Giacomo Gamba. In RF dal 10.9.1931. Il 21.8.1932 viene arrestato e denunciato per “grida sediziose”, mentre il 20.10.1932 viene denunciato per aver cantato ‘Bandiera rossa’. Le due denunce vengono unificate in un unico procedimento nei suoi confronti. Il 20.11.1933 viene arrestato dai Cc di Almé con Villa (Bg). Nel rapporto del giorno dopo alla Questura di Bergamo, il vice-brigadiere a piedi e comandante della stazione di Almè con Villa, Antonio Liaci, informa di avere “proceduto all’arresto del pericoloso sovversivo Gamba Paolo” e, nell’indicare la causa dell’arresto, scrive “per mendicità”. Quest’ultima frase è particolarmente significativa, dato che unifica i due significati essenziali della parola ‘sovversivo’ nel contesto linguistico fascista, quello relativo all’ordine politico e quello relativo all’ordine sociale. Così, il 21.11.1933 Gamba viene tradotto nelle carceri di Almenno San Salvatore (Bg). Il 30.5.1934 i Cc di Bergamo informano la Questura che Gamba “da circa 10 mesi trovasi ricoverato nell’Istituto dei vecchioni di Albino per menomazione della gamba destra. Questo comando non ravvisa l’opportunità di radiarlo dallo schedario dei sovversivi pericolosi non avendo finora dato prova di reale e costante ravvedimento”. Nel giugno 1939 vive ad Albino in via Levigatrici 1 con la moglie Emilia Agazzi (nata a Ponte San Pietro il 30.4.1877), nel corso del 1938 rientrata dalla Francia, da Valentigney (dipartimento Doubs, regione Franca Contea), località adiacente a Audincourt. Nel giugno 1940 risulta lavorare come venditore ambulante di stringhe e pianeti, risiede ad Albino in via Umberto I° n. 66 ed è compreso nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Ancora nel giugno 1943, i Cc di Bergamo scrivono alla Questura che non è il caso di radiarlo dal novero dei sovversivi perché “non consta che egli abbia preso parte a patriottiche manifestazioni”. Nel fascicolo sono conservate tre sue fotografie scattate in epoche diverse. Cpc, b. 2262, 1928-1943. (L. Citerio, R. Vittori)
Luoghi di residenza
Treviolo
Lombardia
Italia
(1879/02/09 - )
Curno
Lombardia
Italia
Albino
Lombardia
Italia
( - 1919)
Audincourt
Borgogna-Franca Contea
Francia
(1919 - 1930)
Esch-sur-Alzette
Lussemburgo
(1931 - 1931)
Albino
Lombardia
Italia
via Levigatrici 1, poi via Umberto I