Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Fontanella al Piano (Bg) il 27.1.1912, celibe, antifascista, nel 1943 è domiciliato ad Affori (Mi) in via Novate 4 con il padre anziano. Lavora a Milano come calzolaio in un piccolo negozio di proprietà di un fratello fascista, dove si reca tutti i giorni in bicicletta. Dal 1934 al 1937 è stato iscritto al Pnf, poi non rinnova la tessera per la partenza per il servizio militare. Una sua lettera, scritta all'amico Virgilio Corda, richiamato alle armi, sottoposta a controllo militare viene prelevata in quanto ritenuta "di contenuto antifascista e disfattista" e trasmessa alla Questura di Milano. Nella lettera Reggia parla del proprio fratello Natale, che vive stentatamente in Tunisia e che sta rientrando a Tolone, della situazione sociale di Milano, descritta in termini di 'disastro' e 'subbuglio', e fornisce la notizia della comparsa in città di manifestini con la scritta "Viva il Duce, fame, freddo, morte" e che "tutta la popolazione è furibonda". Inoltre, "ti faccio sapere che ora a Milano cè (sic) molte batterie tedesche e cè qui molti soldati tedeschi anche qui vicino a me, la popolazione dice che i tedeschi non sono qui per difesa di aerei su Milano, ma per sospetti di una rivolta perché la popolazione è disperata qui a Milano tra i soldati tedeschi e quelli milanesi e anche i borghesi cè stato già diverse baruffe. Tutta la gente dice che questa guerra finirà presto e che le potenze del tripartito rimarranno sconfitte". Interrogato in Questura a Milano, Reggia si giustifica dichiarandosi colpevole di leggerezza per aver riportato notizie raccolte dalle voci di alcuni operai che al mattino, recandosi al lavoro in bicicletta come lui, si scambiavano le notizie da lui riferite nella lettera. Trattenuto in carcere per venti giorni, il 9.3.1943 viene ammonito. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa. Cpc, b. 4266, 1943-1943. (G. Mangini)