Profilo sintetico riassuntivo
Nato ad Aviatico (Bg) il 14.8.1900, emigra in Francia con la famiglia nel 1902. Il padre muore a Parigi nel 1915. É sospettato di simpatie anarchiche. Con una nota del 3.8.1918, il Ministero degli Interni - Direzione Generale PS Ufficio Riservato - n° 29192, scrive al prefetto di Bergamo riferendo le informazioni avute dall'Ispettore Generale di Ps addetto all'Ambasciata di Parigi: benché Ratti sia stato espulso il 22.8.1917, il relativo decreto gli viene notificato solo il 18.9.1917 con l'ordine di lasciare immediatamente la Francia e, benché faccia istanza di proroga di 15 giorni per riscuotere la quota di assicurazione che gli spetta per una ferita alla mano durante il lavoro, il 21.9.1917 deve lasciare la Francia. Le informazioni su di lui provengono da un rapporto del 1917 redatto dalla Suretè Gènèrale francese, secondo cui Ratti non ha mai fatto la dichiarazione di essere straniero, necessaria per ottenere il permesso di soggiorno. É membro del Sindacato Generale francese degli operai edili e della Gioventù Sindacalista. Il 18.5.1917, nel corso di una riunione sindacale a Parigi in rue de la Grange aux Belles 33, ha distribuito opuscoli pacifisti intitolati 'Al popolo di Parigi' insieme a quattro altri militanti anarchici pacifisti, Onoric, Heliet, Peckers e Berthe. Il fatto di essere privo del permesso di soggiorno ha determinato la sua espulsione. In Italia viene interrogato, dice di non aver mai fatto la dichiarazione di essere straniero e di non avere quindi il permesso di soggiorno, senza soffermarsi sulla vicenda degli opuscoli pacifisti. Rientrato in Francia in data imprecisata, si sposa, ha figli e lavora come muratore. Ad Aviatico non possiede beni patrimoniali e non è iscritto al Pnf. Il 18.7.1928 viene iscritto in BR con il n. 5584, mentre nel giugno 1929 è iscritto in RF col n° 3813, da dove viene radiato nel maggio 1933. Tuttavia, nel luglio 1933 il Cpc, non avendone più notizie, lo iscrive di nuovo in RF per perquisizione e segnalazione in caso di rimpatrio. Ancora nel 1940 non se ne hanno notizie. Cpc, b. 4236, 1928-1940. (G. Mangini)