Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Rocca del Colle / Bagnatica (Bg) il 24.11.1890, manovale edile e poi meccanico. Suo fratello Carlo è messo comunale. Come scrivono il 10.6.1930 i Cc di Bettole alla Questura di Bergamo per motivare il loro parere contrario alla concessione del passaporto a Coltura, che nel 1920 lavorava come operaio alla Fervet di Bergamo, “era uno dei più scalmanati propagandisti del partito comunista, tanto che disimpegnava la carica di guardia rossa portando l’insegna sul braccio presso lo stabilimento Fervet di Bergamo nell’epoca del 1920. Negli anni successivi, dopo l’avvento del fascismo, il predetto Coltura non tralasciò mai l’occasione di dimostrare la sua accanita avversione al regime Fascista esplicando attiva propaganda in genere. Nel 1928 trasferì il proprio domicilio in comune di Dello (Brescia) dove in questi ultimi tempi – si dice – che aveva presentato domanda di passaporto per la Francia e per le stesse ragioni, ma che per il suo passato politico non gliela mandarono avanti. Quindi, egli solo, lasciata la famiglia a Dello, il 24 maggio u.s. trasferisce di nuovo il domicilio in Bagnatica di Rocca del Colle allo scopo di ottenere il passaporto. Due mesi dopo, tuttavia, in un rapporto del 25.8.1930 alla Questura di Bergamo dei Cc di Bettole di Cavernago a firma del maresciallo capo Luigi Farivoglio, il quadro e il significato delle informazioni muta radicalmente:
“A seguito del foglio 1025 del 1° Giugno u.s. col quale questo Comando forniva le informazioni sul conto dell’individuo all’oggetto il quale aveva inoltrato domanda di passaporto per la Francia, si partecipa che in seguito a nuovi accertamenti praticati è risultato che le informazioni allora date non corrispondevano al vero. Le stesse erano state fornite a quest’Arma dal segretario comunale di Rocca del Colle Sig. Bonafide Martino, persona che si riteneva seria ed imparziale. Dalle indagini praticate ora è risultato invece che il Bonafide venendo meno a quella fiducia che in lui era riposta aveva dato così cattive informazioni sul conto del Coltura Alfredo essendo con questi in cattivi rapporti per vecchi rancori di carattere finanziario. La vera figura politica del Coltura Alfredo si può illustrare come segue:
a. All’avvento del Fascismo e nei primi tempi del suo sviluppo era di idee socialiste. Non fu però né un estremista né un violento. Non è risultato che fosse inscritto al Partito Comunista.
b. Ha frequentato la 3° classe elementare. Colla lettura si è formata una discreta coltura, non sufficiente però per poter essere un propagandista e non risulta che egli si sia dedicato alla propaganda delle sue idee. Nella vita privata si è sempre comportato bene ed è dipinto come un buon lavoratore pur avendo la tendenza al bere.
c. Non consta sia stato guardia rossa ed in Bagnatica non è mai stato visto col bracciale che portavano allora le guardie rosse
d. Non ebbe mai questioni politiche coi fascisti locali i quali anzi ne parlano bene e lo stimano e attualmente mantiene buona condotta e non è ritenuto elemento pericoloso all’ordine Nazionale.
Per le suesposte risultanze e considerazioni questo Comando modificando il parere precedentemente dato, esprime ora parere favorevole alla concessione del passaporto al Coltura Alfredo qualora avesse ad inoltrare una nuova domanda. Di quanto sopra è stato riferito anche superiormente”.
Coltura può così emigrare in Belgio già il 10.11.1930, trasferendosi a Vilvoorde (provincia Brabante Fiammingo, regione Fiandre). Socialista, distribuisce il settimanale «Il grido del popolo». Il 9.8.1935 il Cpc informa il prefetto di Bergamo che Coltura “ci viene segnalato come un pericoloso sovversivo, ex guardia rossa, segnalatosi all’epoca dell’occupazione delle fabbriche. É in relazione d’amicizia col noto Severini Bruno. Egli farebbe un’attiva propaganda antifascista, e si riporta di lui che mentre era intento a forgiare un ferro, ha detto ad un connazionale che passava in quel momento. «Ogni colpo che do, mi fa gran piacere, perché mi sembra di battere sulla testa di Mussolini»”. In RF dal 1936. Sposato con Maddalena Veggis, che a Vilvoorde gestisce un piccolo caffè al 21 di rue Miroir. Nel 1939 risiede a Machelen (provincia Brabante Fiammingo, regione Fiandre), rue de la Joyeuse Entrée 115, dove lavora in un garage meccanico e partecipa alle manifestazioni ‘sovversive’. Nel fascicolo sono conservate tre copie di una sua fotografia scattata nel 1935. Cpc, b. 1423, 1935-1941. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)