Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 2.12.1880, operaio meccanico, socialista. Nel fascicolo è conservata la tessera a suo nome, di colore verde, della CdL di Bergamo e provincia per l’anno 1907, firmata dal segretario camerale Paratico. Sposato con Anna Gotti, è domiciliato a Bergamo in via S. Alessandro 40. In una nota della Questura del 28.4.1908 viene annotato che ‘non gode buona fama’ e che non convive con la moglie, che si è data alla prostituzione, mentre lui è dedito al vino ed è facile al litigio. Con la stessa data del 28.4.1908, nel fascicolo è conservata copia del casellario giudiziale che lo riguarda, richiesta dalla Prefettura, da cui non risulta nulla a suo carico. Il 18.12.1914 i Cc di Bergamo informano che Locatelli tiene buona condotta, continua ad avere idee socialista ma non fa propaganda a causa della sua ‘limitata istruzione letteraria’. Tra la fine del 1914 e gli inizi del 1915 si trasferisce a Brescia dove lavora come operaio meccanico presso lo stabilimento Franchini e convive con Rosina Rava. La Questura di Brescia informa periodicamente quella di Bergamo su Locatelli, come nel caso del 10.5.1928, in cui viene descritto l’aspetto fisico di Locatelli: altezza 1.64, robusto, capelli brizzolati, fronte alta, ciglia e sopracciglia castane, occhi castani, naso regolare, baffi lunghi castani, barba rasa, mento regolare, colorito roseo, veste decentemente, bocca regolare. Da Bergamo il 21.1.1937 viene trasmesso a Brescia l’elenco dei precedenti giudiziari di Locatelli, inaugurati subito dopo la prima positiva segnalazione del 1908: il 12.9.1908 il pretore di Bergamo lo condanna a 70 lire di multa per ingiurie e lesioni volontarie, mentre la Corte d’appello di Brescia il 5.2.1915 lo condanna a un mese e 200 lire di multa per oltraggio con violenza. Per nessuna delle due condanne, nel fascicolo, è riportata la circostanza che le ha determinate. L’ultima segnalazione che lo riguarda, ad opera della Questura di Brescia, risale al 17.4.1941: Locatelli risiede a Brescia in via Mameli 35 e lavora come attrezzista meccanico presso lo stabilimento Caffaro, non è iscritto al Pnf, non svolge attività contraria al regime fascista ma ‘ciò non pertanto viene convenientemente vigilato’. (G. Mangini, R. Vittori)
Documentazione allegata
tessera sindacale
(Nel fascicolo è conservata la tessera a suo nome, di colore verde, della CdL di Bergamo e provincia per l’anno 1907, firmata dal segretario camerale Paratico.)