Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Solto Collina (Bg) il 17.11.1914, contadino e operaio, sovversivo. L’8.12.1940 canta ‘inni sovversivi’ insieme a Andrea Guizzetti (di Cesare e Alma Piziali, nato a Solto Collina l’1.12.1921, operaio, iscritto alla Gil), Giacomo Ranzanici (di Angelo e Laura Pasinelli, nato a Solto Collina il 25.1.1921, operaio, iscritto alla Gil), Antonio Guizzetti (di Giuseppe ed Eugenia Gallizioli, nato a Solto Collina il 30.1.1923, carrettiere), Giacomo Gualeni (di Battista e Giuseppa Guizzetti, nato a Solto Collina l’11.11.1920, operaio). Secondo la testimonianza rilasciata ai Cc di Sovere il 10.12.1940 nell’ufficio comunale di Solto Collina dalla maestra elementare fascista Ortensia Pasinelli (nata a Fonteno il 26.1.1901 e residente a Solto Collina), “verso le 23.30 dell’8 corrente mentre mi trovavo a letto intesi una compagnia di giovani che suonavano una armonica e che cantavano la canzone sovversiva ‘Anche il nostro Duce è diventato pazzo – gagliardetto nero non lo vogliamo più che è la rovina della nostra gioventù’. La comitiva si diresse verso la strada che porta a Riva di Solto”. La mattina dopo la maestra Pasinelli si reca in Comune per riferire l’episodio e, in assenza del Podestà dr. Giovan Battista Pozzi, ne parla col segretario comunale. Sopraggiunge in quel momento il brigadiere dei Cc di Sovere che, subito informato, inizia le indagini. La stessa testimonianza della Pasinelli, senza però le parole del canto incriminato, viene rilasciata dalla bambina di 10 anni Teresa Guizzetti (di Angelo e Antonia Guizzetti, nata a Solto Collina il 20.1.1930, scolara): “Verso le 23.30 dell’8 corrente mentre mi trovavo a letto intesi una compagnia di giovani che suonavano una armonica a bocca e che cantavano una canzone brutta contro il nostro Duce. Non so precisare le parole che cantavano. La comitiva si diresse verso la strada che porta a Riva di Solto”. Interrogati dai Cc, i 5 sospettati ammettono di aver cantato insieme ma negano di aver cantato le strofe incriminate. I verbali dei loro interrogatori sono conservati nel fascicolo e, nonostante il loro diniego, nella relazione del 12.12.1940 dei Cc di Bergamo alla questura e al comando provinciale dei Cc, viene scritto che le due testimoni sono del tutto attendibili, “sia perché esse non hanno alcun rancore verso i responsabili (che d’altra parte in quella sera non avevano riconosciuti) sia perché la Pasinelli Ortensia è di fede fascista e ritenuta incapace di commettere calunnie. La Guizzetti Teresa è giovanetta di dieci anni, inscritta alle Organizzazioni Giovanili del regime, giovane che è incapace di ordire accuse del genere”. I 5 vengono così arrestati e trattenuti nelle carceri giudiziarie di Bergamo, tanto che il 24.12.1940 i loro genitori spediscono al prefetto di Bergamo una supplica per la liberazione dal carcere dei figli nell’occasione del Natale, ma per agire il prefetto aspetta l’indicazione in proposito da parte del Ministero dell’Interno. Questa giunge per telegramma il 26.12.1940 con l’indicazione della scarcerazione per il 27.12.1940 e, a parte Giovanni Guizzetti, ancora minorenne e per i quale si indica un “severo richiamo”, per gli altri 4 viene prescritta l’ammonizione. In vista della riunione della Commissione Provinciale per il confino di polizia, il podestà di Solto Collina il 28.12.1940 scrive una lettera al questore, il cui intento è quello della tutela dell’immagine degli abitanti di Solto Collina: “credo mio dovere confermare quanto ebbi già a rapportare verbalmente, che cioè nella stessa notte, nella quale i citati ragazzi ebbero a cantare lungo le vie del paese, ben altre 3 compagnie disturbarono il sonno della nostra buona popolazione e più precisamente:
1° una compagnia di richiamati alle armi;
2° una compagnia di operai partenti per la Germania;
3° una compagnia di sfaccendati delle Ferriere di Castro, accompagnata quest’ultima precisamente da fisarmonica e che spesso fanno meta i nostri paesi sani, onesti e tranquilli delle loro gozzoviglie notturne. L’opinione comune qui punta i propri dubbi particolarmente su quest’ultima, anche giudicandoli dalle licenze che essi si prendono nelle loro dette gite. Tanto per amore del vero, a doverosa difesa dell’onore di questa stessa mia popolazione di Solto Collina”. L’ammonizione ai 5 giovani viene inflitta il 30.12.1940. Prosciolti dalla diffida il 29.10.1942 per il ventennale della marcia su Roma. (G. Mangini)