Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo l’1.5.1874, nel 1898 abita in via Carrozzai, impiegato, socialista. Viene condannato il 13.1.1898 a 15 giorni di reclusione per furto semplice, mentre nel 1899 viene denunciato per ubriachezza. Nel 1899 emigra in Svizzera e nel 1907 ottiene la cittadinanza svizzera. Nel 1908 risulta risiedere a Castagnola di Lugano, dove è segretario della Pretura locale e consigliere di varie commissioni che fanno capo alla Camera del Lavoro. Nel 1921 prende domicilio a Como con la moglie Maria Teresa Rusconi e i 4 figli. Nel 1922, per breve tempo, è segretario della Lega degli edili. Da un’inchiesta svolta dalla Prefettura risulta che Manzini, insieme ad altri, si è impadronito di denaro di tale sodalizio e viene quindi emesso mandato di cattura nei suoi confronti, non eseguito perché nel frattempo si è trasferito a Viganello, in Svizzera, ma, come informa una nota della Questura di Como del 15.11.1923, il reato è stato cancellato in seguito all’amnistia del 31.10.1923. Nel novembre 1929 è corrispondente da Lugano del settimanale «Stampa Libera» ed è in relazione con i socialisti svizzeri Francesco Borella, Amilcare Gasparini e Guglielmo Canevascini. Per quest’ultimo, ex-segretario della Camera del Lavoro di Lugano e direttore di «Stampa Libera», il Ministero degli Interni italiano ha disposto il divieto di ingresso in Italia, provvedimento preso nella medesima circostanza anche per Manzini. Un fascicolo a suo nome è in ACS, fondo ‘Polizia Politica’, b. 771. (G. Mangini)