Profilo sintetico riassuntivo
Nato il 3.10.1886 a Treviglio (Bg), dove risiede in via del Bosco 273, ferroviere, socialista unitario. Si sposa a Treviglio il 17.3.1910 con Caterina Moro. Nel 1916 viene condannato a 6 mesi di carcere militare per violenza e resistenza ad agenti della forza pubblica, le cui ragioni però non vengono indicate. Partecipa agli scioperi dei ferrovieri del 1920. Nell’agosto 1922 viene arrestato, formalmente per resistenza alla forza pubblica, in realtà per aver gridato “la rivoluzione noi vogliamo far, la testa dei fascisti faremo saltar”. Viene licenziato nel 1923 per esuberanza di personale. Nel 1928 lavora come contadino, ha 7 figli, tutti iscritti alle organizzazioni giovanili fasciste. Come riferisce il Commissariato di Ps di Treviglio alla Questura di Bergamo il 6.11.1928, “trovasi in libertà provvisoria per il reato di manifestazione sediziosa”. In calce al documento c’è un appunto manoscritto: “0/11 Per comunicazione al Casellario si attende esito procedimento”. Il ‘procedimento’ in questione riguarda il fatto che, alle 21.30 di lunedì 23.10.1928, Mazza e il muratore Francesco Gavazzi, completamente ubriachi, sono nel bar ‘Stella’ di Treviglio. Vedendo entrare il fascista trevigliese Giovanni Invernizzi, Mazza grida “stanno bene uccisi tutti i fascisti, Mussolini si è brav’uomo perché è socialista come me e sono stato soldato assieme”, mentre Gavazzi dice “Vigliacchi italiani mi fanno morire di fame questi lazzaroni”. Dopo una prima attribuzione alla procura del Re di Bergamo, il relativo processo viene poi assegnato il 28.10.1928 al pretore di Treviglio. Il processo viene rimandato fino al momento in cui, in seguito all’amnistia entrata in vigore l’1.1.1930, il procedimento si estingue. Nel gennaio 1935 risiede nella cascina Tempo Perso n. 270. Non ha mai chiesto l’iscrizione al Pnf. Radiato nel 1939. (G. Mangini)