Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Treviglio (Bg) 5.2.1867, muratore, socialista unitario, celibe, condannato varie volte per ubriachezza. Nel 1911 emigra in Svizzera per lavoro per poi rientrare. La sera del 24.10.1928, insieme al contadino ed ex-ferroviere Antonio Mazza, entrambi ubriachi, sono nel bar ‘Stella’ di Treviglio. Vedendo entrare il fascista trevigliese Giovanni Invernizzi, Mazza grida “stanno bene uccisi tutti i fascisti, Mussolini si è brav’uomo perché è socialista come me e sono stato soldato assieme”, mentre Gavazzi dice “Vigliacchi italiani mi fanno morire di fame questi lazzaroni”. Denunciati per “manifestazione sediziosa”, dopo una prima attribuzione alla procura del Re di Bergamo, il relativo processo viene poi assegnato il 28.10.1928 al pretore di Treviglio. Il processo viene rimandato fino al momento in cui, in seguito all’amnistia entrata in vigore l’1.1.1930, il procedimento si estingue. Per la sua età, per l’alcoolismo e la sua inabilità al lavoro, nel 1932 è assegnato al ricovero di mendicità di Treviglio, da dove viene dimesso agli inizi di agosto 1933, trovando alloggio in via Caravaggio 3. Il 28.8.1935 si trasferisce a Novate Milanese (Bg). Un rapporto dei Cc di Treviglio del 1936 lo dice favorevole al regime e “ligio alle direttive del governo nazionale. Egli suole altresì partecipare a manifestazioni nazionali”. Negli ultimi anni inabile al lavoro, conduce “vita randagia” e versa in misere condizioni “senza avere un fisso recapito”. (L. Citerio, R. Vittori)