Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Romano di Lombardia (Bg) il 21.9.1888, venditore ambulante di generi diversi e poi calzolaio. Già dal 1915 lavora a Milano, dove vive in via Melchiorre Gioia 2, ma dalla fine del 1922 risulta risiedere a Crescenzago (Mi) n via Leonardo da Vinci 1 presso Battista Perini e saltuariamente rientra a Romano di Lombardia per trovare la madre e il fratello. Dal 28.9.1925 trasferisce definitivamente a Milano la sua residenza perché a Romano di Lombrdia è continuamente preso di mira dai fascisti (nota dell’aprile 1937 del maresciallo Marcello Ghisoni dei Cc di Romano di Lombardia alla Questura di Bergamo). Nello stesso 1925 si trasferisce a Crescenzago e poi torna a Milano in via Perticari 19. Sposato con Rosa Cinquanta, ha 2 bambine, Giannina e Adriana, è mutilato della gamba destra. Su precedente segnalazione della Questura, il 3.3.1923 il prefetto di Bergamo lo segnala quale comunista al sotto-prefetto di Treviglio (Bg), utilizzando però un modulo prestampato usato secondo prassi consuetudinaria in moltissimi casi, analoghi a questo, di segnalazione di appartenenza politica ‘sovversiva’: “da informazioni, e da verifiche eseguite, risulta sovversivo audace, nemico del Governo e dello Stato. In caso di moti sarebbe pericolosissimo: occorre pertanto vigilarlo sempre e impedirgli di nuocere”. In realtà, secondo una nota inviata il 28.3.1928 dai Cc di Romano di Lombardia alla Questura di Bergamo, Paganardi non è comunista bensì socialista e “non consta abbia esplicato attività sovversiva o partecipato a manifestazioni di parte né che fosse pericoloso”. Secondo quanto riferisce il 19.12.1933 la questura di Milano a quella di Bergamo, “dal 1926 in poi non ha più dato luogo a rilievi con la sa condotta in genere”. Nel 1934 versa in misere condizioni economiche e vive col suo lavoro e coi sussidi dell’Opera assistenziale e del Gruppo Rionale milanese “Aldo Sette”. La Questura di Milano il 24.12.1934 non ritiene opportuna la sua radiazione. Non risulta segnalato al Cpc. Radiato nel 1938. (G. Mangini, R. Vittori)