Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 15.1.1894, elettricista, si autoproclama anarchico individualista. Nel 1925 abita in via Sant' Alessandro 102, ha una sorella insegnante elementare nelle scuole di Bergamo. Il 24.2.1925 gli agenti Guidolotti e Calanca informano il questore che Poloni, "ozioso e vagabondo", è stato più volte rimpatriato da altre città e arrestato per furto, truffa e appropriazione indebita. Il questore invia il 1.4.1925 una nota riservatissima ai Cc di Bergamo, nella quale lo definisce "sovversivo audace" che "in caso di moti sarebbe pericolosissimo: occorre pertanto vigilarlo sempre e impedirgli di nuocere". Il 3.12.1926 il pretore di Clusone lo condanna a un mese e mezzo di arresto, contro la quale ricorre in appello, e il 7.12.1926 il commissario Ps di Clusone, informando la Questura di Bergamo della condanna e dell'appello, scrive: "Faccio noto che costui ha dichiarato ripetutamente al capoguardia del locale carcere, di essere un anarchico individualista, di non essere iscritto a partiti o gruppi politici. Nei suoi discorsi si è dimostrato antifascista". Il 3.4.1928 risiede presso l'Opera Bonomelli di Bergamo ma nel 1930 abita in via Sant' Alessandro. Il 19.7.1930, pur vigilato in quanto ammonito comune e pregiudicato per reati contro la proprietà, si sottrae ai vincoli imposti dall'ammonizione e viene notato a Bergamo in Città Alta in possesso di non meglio identificati manifestini sovversivi. Il segretario del Gruppo rionale fascista di Città Alta, Ruggeri, sospetta che Poloni tenga tali manifestini presso di sé, che qualcuno aveva gettato per strada qualche tempo prima a Milano e che lui ha raccolti. Tre giorni dopo la segnalazione, il 22.7.1930, alle ore 17.30 gli agenti Santonocito e Calanca si recano in via Sant' Alessandro 156, dove vive presso Angelo Bresciani, per dar luogo alla perquisizione domiciliare e rinvenire i citati manifestini 'sovversivi', ma Poloni è assente perché trasferitosi a Clusone presso Felicita Marinoni, già residente a Nembro (Bg). Il 4.8.1930 viene arrestato dai Cc di Clusone e rinchiuso nelle carceri mandamentali a disposizione dell'autorità giudiziaria e poi rilasciato. Il 29.10.1930 l'agente Calanca informa la Questura che Poloni formalmente ha residenza in via Borgo Canale 5 presso una zia, che è sottoposto ai vincoli della vigilanza speciale e quindi sottoposto alla giurisdizione del Commissariato Ps di Città Alta, ma che dalla fine di settembre 1930 dimora presso l'Opera Bonomelli di via Colleoni 3. Il 13.11.1930 il commissario Ps di Città Alta informa la Questura che è rimasto solo un mese in quella giurisdizione, senza dar luogo a rilievi politici. Emigra in Francia il 4.12.1930, ma il 4.11.1931 si presenta al Consolato italiano di Basilea e chiede di essere rimpatriato a spese dell'Erario perché disoccupato e privo di mezzi di sussistenza, esibendo anche un 'Sauf-Conduit', cioè un salvacondotto rilasciato dalle autorità francesi. Le autorità consolari gli rilasciano un foglio di via valevole per il solo rimpatrio, il biglietto ferroviario Basilea-Chiasso e un buono per alimenti. A Basilea si ferma poche ore e il 5.11.1931 si presenta al valico ferroviario di Chiasso, dove viene fermato. Interrogato, dichiara di essere espatriato con regolare passaporto rilasciato dalla Questura di Bergamo il 30.11.1930, poi rubatogli a Nancy. Il 10.11.1931 è di ritorno a Bergamo, dove viene di nuovo arrestato e incarcerato essendo senza fissa dimora. Dopo la scarcerazione si allontana da Bergamo, prende domicilio a Nembro (Strada provinciale, 17) dove lavora come meccanico, anche se agli inizi di dicembre non vi si è ancora trasferito. Fermato per misure di Ps a Gazzaniga (Bg), il 16.12.1931 viene ricondotto a Bergamo con foglio di via obbligatorio e vigilato. Il 14.3.1932 il Cpc comunica al prefetto di Bergamo che il Console generale italiano di Nizza, in data 2.3.1932, ha comunicato che Poloni non ha precedenti in quegli atti e che a Nizza è sconosciuto. Il tenente Eusilde Merello, comandante della Compagnia dei Cc di Bergamo Interna, il 17.11.1933 scrive al questore: 'La persona in oggetto, finora non ha dato prova di ravvedimento, per cui non può essere radiato dallo schedario dei sovversivi. La vita che conduce il Poloni è ambigua sotto ogni aspetto, capace anche di occuparsi di politica a discapito delle attuali istituzioni. É individuo dedito ai furti ed in genere ai reati comuni, ex ammonito e vigilato speciale nonché persona molto impulsiva e rivoltosa verso gli agenti della forza pubblica. Attualmente non si conosce il suo recapito essendo senza fissa dimora'. Il 13.12.1933 il prefetto scrive al Cpc definendolo "pregiudicato per delitti contro la proprietà, ex ammonito e vigilato speciale, dedito all'ozio ed al vagabondaggio", ritenendo però che 'non debba essere considerato elemento da sorvegliare agli effetti politici', proponendone la radiazione, che avviene nel gennaio 1934. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Cpc, b. 4069, 1931-1934. (G. Mangini)